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MIGRATION BOND/ Mario Mauro: il piano di Renzi non passerà mai, ecco perché

Pubblicazione:martedì 19 aprile 2016

Bambina in un campo profughi in Grecia (Foto Mario Mauro) Bambina in un campo profughi in Grecia (Foto Mario Mauro)

MIGRATION BOND. “La Germania non accetterà mai il ‘migration bond’ proposto dall’Italia. Il nostro governo non deve illudersi, in attesa di una presa in carico europea è meglio prepararci a gestire i 300-400mila profughi in arrivo con le nostre forze”. Lo evidenzia il senatore Mario Mauro, ex vicepresidente del parlamento europeo, ex ministro della Difesa ed attualmente presidente dei “Popolari per l’Italia”. L’ex ministro Mauro è tornato domenica da Atene, dove ha visitato i campi profughi, nel quadro di una missione di parlamentari nazionali di diversi Paesi europei chiamata Mercator European Dialogue. Per il senatore, “l’accordo Ue-Turchia è sbagliato concettualmente e dà la misura di quanto sia stato incosciente il governo Renzi nel firmare quel documento senza leggere veramente le carte”.

 

Senatore Mauro, ritiene che il “migration bond” proposto dall’Italia possa funzionare?

La proposta italiana ha come obiettivo il fatto di rendere stabile e strutturale la risposta europea al flusso migratorio. Incorre però nella medesima difficoltà nella quale è incappata in passato una qualsivoglia proposta basata sul concetto di eurobond europei, cioè a un’obiezione di Berlino. La Germania è rigorosa nel dire che devono essere gli Stati nazionali a fare fronte al deficit di organizzazione, di accoglienza e di welfare. Per i tedeschi non bisogna consentire che le difficoltà di un Paese siano affrontate facendo ricorso alle ricchezze di un altro.

 

Le critiche tedesche sono fondate?

Per dare un giudizio completo bisogna tenere conto del fatto che l’Italia nell’ultimo anno ha ripetutamente disatteso gli impegni assunti in sede internazionale. La maggior parte dei migranti vuole transitare dall’Itala per raggiungere i Paesi del Nord Europa. Il nostro impegno quindi doveva essere quello di procedere all’identificazione e al fotosegnalamento dei profughi.

 

L’Italia sta identificando i migranti?

Solo in parte. Come risulta dalle dichiarazioni rese dal capo della polizia, Alessandro Pansa, in audizione alla commissione Affari costituzionali il 4 giugno 2015, circa il 20% dei migranti sfugge ai nostri controlli. E’ poi chiaro che quando sono state richiamate in sede europea, le autorità italiane si sono affrettate a dire che ormai i problemi legati all’identificazione erano stati risolti. L’innesco di questo processo ha prodotto però molta diffidenza, che si riflette ancora oggi nella decisione austriaca di blindare le frontiere.

 

Se il migration bond non funziona, che cosa dobbiamo fare?

L’Italia è un Paese con 8mila chilometri di coste e non può certo fare 8mila chilometri di muro. C’è quindi una sproporzione enorme tra quello che potranno fare le cancellerie di mezza Europa e ciò che possiamo fare noi. Il nostro Paese fa quindi bene a insistere perché il problema dei migranti sia preso in carico dall’Europa intera. Ma proprio perché siamo la punta avanzata dell’Europa verso l’area euro-mediterranea, dobbiamo mantenere molto alto il livello di guardia attraverso misure nazionali.

 

Lei come valuta invece l’accordo Ue-Turchia sui migranti?


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COMMENTI
19/04/2016 - Mario Mauro (Stefano Motta)

Mario Mauro è lo stesso che ho visto in TV invitare a votare sì al Referendum sulle trivelle solo per fregare Renzi? La sua lungimiranza mi sembra preoccupante.