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TRANSGENDER/ La legge sui bagni: ecco perché chi ha subito abusi sessuali ne ha paura

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Diritti civili violati? La legge approvata dallo stato del North Carolina che permette l'uso dei bagni pubblici in base al sesso biologico di appartenenza ha scatenato una campagna di boicottaggio senza precedenti. Da star della musica ad aziende, la legge viene indicata come "vergognosa violazione dei diritti civili" nei confronti dei transgender. In un articolo ripreso dal sito theblaze.com pubblicato su un altro sito, una donna che è stata vittima di abusi sessuali per circa dieci anni e che ancora ne subisce le conseguenze psicologiche, spiega che non si tratta di una questione di diritti civili, ma piuttosto di sicurezza personale. Il fatto è che bagni pubblici, spiega, significa anche docce pubbliche. Per una donna che ha subito violenza sessuale da un uomo, scrive Kaeley Triller, trovarsi in un bagno o in una doccia con una persona con attributi sessuali maschili è un trauma. La Triller dice anche di aver fatto una proposta alternativa, bagni esclusivi per i trans, ma è stata rigettata perché considerata un compromesso sulla discriminazione. "Preferirei mille volte rischiare di ferire i sentimenti di un numero limitato di persone, i trans, chiedendo loro di di usare un bagno singolo che rischiare di mettere a repentaglio la sicurezza di migliaia di donne e bambini con una politica che dà un ingresso gratuito a tanti predatori sessuali". Inutile dire che da quando l'articolo è uscito Kaeley Triller sta ricevendo centinaia di insulti e minacce online.



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