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Esteri

PRIMARIE USA 2016/ Attenti alla trappola della convention repubblicana. E Sanders…

Hillary Clinton (Infophoto)Hillary Clinton (Infophoto)

Ci si dovesse trovare in un impasse del genere, sarebbero gli uomini di partito a prendere in mano le redini cercando di pilotare il consenso verso qualcuno. Chi sarebbe questo "qualcuno"? Un candidato che l'elettorato repubblicano non ha votato? I repubblicani rischiano grosso e l'aver messo la museruola a Trump (cosi almeno sembra) non basta certo a calmare gli animi, perché tanti l'hanno votato ed anche chi sta scegliendo di non votarlo non ama affatto Cruz, non ha alcun entusiasmo per una candidatura di Ted Cruz.

E la questione dell'entusiasmo è un problema aperto anche per i democratici. Hillary è ancora saldamente al comando, ma Bernie, fresco vincitore in Wisconsin, appare indomabile. Bernie suscita entusiasmo, Hillary no. L'esito delle prossime tornate sul fronte est (New York in primis) potrebbe ridurre ulteriormente il gap tra i due e spingere l'inerzia ancora più in favore di una nomination di Sanders. Cosa assolutamente impensabile fino a pochi mesi fa ed obiettivamente ancora largamente improbabile. Per i democratici comunque l'ipotesi di una brokered convention resta molto più remota. Il partito farà di tutto perché questo non accada. 

Nella Comedy of Errors di Shakespeare tutto si gioca tra gemelli identici, ma nella comedy of errors di queste primarie i democratici non hanno nessuna intenzione di apparire identici ai repubblicani.

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