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CASO REGENI/ Shahira Amin: le divisioni nella Sicurezza sono costate la vita a Giulio

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2016

Il presidente egiziano al Sisi Il presidente egiziano al Sisi

Ci sono chiaramente delle divisioni all’interno dell’apparato di sicurezza, e questo è emerso con grande chiarezza sui media. Una parte dell’apparato è leale al precedente regime, un’altra parte sta pubblicando informazioni provenienti dai servizi segreti e un’altra ancora dalla sicurezza nazionale. Non voglio negare quindi una spaccatura evidente, ma ritengo che alla fine questo non impedirà alla verità di venire alla luce.

 

Ritiene che il presidente al Sisi fosse al corrente di quanto stava avvenendo a Regeni?

Ritengo che non si possa affermare una cosa del genere. Credo che al Sisi non fosse a conoscenza di quanto stava avvenendo né tantomeno che l’abbia approvato: è troppo intelligente per commettere un errore del genere. Non penso neppure che la responsabilità sia stata dei servizi segreti, ritengo piuttosto che si sia trattato di un atto individuale. Personalmente trovo che al Sisi fosse sincero quando ha affermato nell’intervista a Repubblica che intende scoprire la verità. Ritengo dunque che il presidente non sia implicato nell’uccisione del ricercatore italiano.

 

(Pietro Vernizzi)



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