BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NAGORNO KARABACH/ Azerbaigian e Armenia, dietro la guerra lo scontro tra Istanbul e Mosca

Pubblicazione:venerdì 8 aprile 2016

Infophoto Infophoto

Per la verità, anche la situazione interna dell'Armenia non è del tutto tranquilla e diversi commentatori fanno risalire a questioni interne dei due Paesi la recente ripresa degli scontri. Certamente, la tentazione per entrambi i governi di utilizzare i rispettivi nazionalismi per consolidare la propria posizione è forte, ma è altrettanto chiara l'impossibilità di risolvere la questione dell'enclave contestata per via militare. D'altra parte la via diplomatica, dopo 22 anni dalla fine della guerra, non ha portato ad alcuna soluzione, ponendo il Gruppo di Minsk al centro di molte critiche. Anche l'ultima riunione non ha potuto far altro che invitare le parti a rispettare la tregua e prospettare una serie di visite di rappresentanti dei vari Paesi per verificare la situazione sul campo. Così come diversi governi si sono offerti come mediatori, a partire da Russia e Iran, uno scenario che si ripropone da molti anni senza risultati significativi. 

Per l'Onu, il Nagorno Karabach deve tornare a far parte dell'Azerbaigian, in nome del principio di integrità territoriale degli Stati, ma gli armeni oppongono il diritto all'autodeterminazione della popolazione dell'enclave. Come in altri numerosi casi di contrapposizione tra questi due principi, la soluzione non può che venire dalle due parti in causa, anche se per Baku ciò che è in discussione è la rinuncia a circa il 20% del proprio territorio e per l'Armenia l'abbandono di circa 150mila connazionali e di un territorio da sempre considerato armeno.

Tra Armenia e Azerbaigian vi è un altro punto di attrito, il Nakhchivan, un territorio abitato da azeri costituito in repubblica autonoma ma parte dell'Azerbaigian, dal quale rimane separato dal territorio armeno. Un altro caso di frammentazione derivante prima dalla caduta degli imperi ottomano e russo e poi dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, per cui l'Azerbaigian, insieme a un'enclave armena al suo interno, si ritrova con una sua exclave al di là dell'Armenia. Forse proprio l'assurdità di questa situazione dovrebbe portare i due Stati ad accordarsi per una sua gestione comune.

Il punto debole rimane l'Armenia, come purtroppo spesso nella sua storia, perché l'Azerbaigian può contare sull'incondizionato e interessato appoggio della Turchia, sul già visto interesse della Russia a mantenere buoni rapporti e su interessanti relazioni con l'Iran dopo la recente visita di Aliyev a Teheran. Mosca e Teheran sembrerebbero agire nella stessa direzione, cercando di evitare rapporti troppo stretti tra Baku e Ankara e spingendo l'Azerbaigian a mantenere un atteggiamento di sostanziale neutralità nella questione siriana, resistendo alle offerte di Turchia e Arabia Saudita.

In questo quadro, l'Armenia rischia di tornare a essere un satellite russo in funzione antiturca ed eventuali aperture all'Ue porterebbero a uno scenario ancor peggiore di quello ucraino. L'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Federica Mogherini, si sta prodigando in questi giorni con ripetuti inviti alle parti di trovare una soluzione pacifica al conflitto. Gli stessi inviti fatti direttamente durante la sua visita a Baku e a Erevan, due settimane prima della ripresa degli scontri.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.