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DALLA GRECIA/ Tsipras salva la poltrona con "l'austerità di sinistra"

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

In 153 hanno votato i tagli, tagli che i due governi "borghesi" non sono riusciti a far passare. Il primo ministro ha una maggioranza solida per cui è inutile continuare a parlare di elezioni anticipate o quant'altro. Potrà governare fino a fine legislatura, in attesa che gli indici economici migliorino (secondo quanto si sostiene nel governo). Se fino alla scorsa settimana Tsipras si era "illuso" di poter modificare gli equilibri europei, oggi ha fatto un salto nella realtà. Adesso applicherà il suo Memorandum e troverà un marchingegno per il quarto (i 3,6 miliardi di tagli a stipendi e pensioni chiesti dal Fmi qualora non si raggiungerà la percentuale prevista nell'attivo di bilancio) che potrebbe materializzarsi con un "decreto presidenziale" e quindi non andrebbe votato in Parlamento, ma entrerebbe in funzione in maniera automatica, senza cioè intervento del governo. Il che potrebbe significare un "memorandum decennale", qualora la percentuale di attivo di bilancio si discostasse da quello previsto dalla legge finanziaria. 

Comunque Tsipras è ormai sicuro che i creditori non lo tradiranno, come hanno fatto con il suo predecessore. Sono certi che Tsipras porterà a termine il lavoro. Quelle frizioni  con la Troika sono servite soltanto a uso mediatico, in aggiunta all'uso interno al partito, cioè a dire: non siamo dei combattenti e non vogliamo superare la nostra "linea rossa", linea che con il tempo si è sbiadita. L'ultima? Il ministro delle Finanze aveva dichiarato che non era disposto ad abbassare da 9100 euro la soglia di reddito non tassabile. La nuova legge l'ha portata a 8600 euro. Dunque, nessuna "uscita con onore", come chiedeva il clan dei 53 - di cui fanno parte alcuni parlamentari tra cui lo stesso ministro delle Finanze.



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