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SPY LONDRA/ Quello che i media italiani non dicono su Sadiq Khan

Pubblicazione:giovedì 12 maggio 2016

Sadiq Khan (Foto dal web) Sadiq Khan (Foto dal web)

Ma non basta, perché il buon Gani non si fa mancare nulla: oltre ad aver legami con il gruppo estremista Hizb-ut-Tahrir e aver marciato in supporto a Shaker Aamer, un terrorista di Al Qaeda detenuto a Guantanamo, è anche legato al Tayyibun Institute di Londra, centro definito dal governo britannico «tollerante se non promuovente l'estremismo non violento». La sera del 13 novembre 2015, mentre a Parigi andava in scena l'attacco al Bataclan, Gani stava partecipando a un "question time" della comunità islamica a Bedford, evento durante il quale uno degli oratori diceva ai musulmani britannici di «combattere per uno Stato islamico». Ma la coppia Gani-Khan ha diviso il palco anche nell'agosto del 2004 a un evento organizzato da Stop Political Terror, un gruppo supportato da Anwar al-Awlaki, un imam radicale islamico ucciso nel 2011 da un attacco della Cia con un drone in Yemen. 

Stando al Times, Khan ha parlato ad almeno quattro eventi organizzati da Stop Political Terror, organizzazione che da allora si è fusa con Cage, un gruppo che ha definito il boia inglese dell'Isis, Johadi John, «un bel giovane uomo». In un'intervista sempre con il Times, Davis Lewin, direttore della Henry Jackson Society, un think tank contro l'estremismo, ha così definito l'amico di Kahn: «Gani ha fatto campagna a favore di terroristi condannati, è apparso a eventi organizzati per contrastare le misure anti-terrorismo del governo, ha condiviso il palco con un'organizzazione filo-terrorista come Cage e ha detto cose ripugnanti su donne, gay e lesbiche. Dato che il Regno Unito e Londra in particolare, sono obiettivi privilegiati del terrorismo di ispirazione islamista per attentati, è intollerabile vedere un politico, soprattutto uno che ricopre un ruolo di vitale importanza come il sindaco di Londra, associato è individui simili. Il fatto che Khan abbia più volte condiviso il palco con Gani è profondamente allarmante». 

Ma non è mica finita, il meglio deve ancora arrivare. Khan, infatti, ha speso anni lottando contro l'estradizione verso gli Stati Uniti di Babr Amhad, accusato di aver offerto supporto materiale al terrorismo e in un secondo tempo dichiaratosi colpevole. Nel 2002, poi, il nostro musulmano moderato ha rappresentato il leader della Nation of Islam, Louis Farrakhan, cercando di capovolgere una decisione dell'Home Office britannico che vietava al leader anti-semita dei black muslims Usa di entrare nel Regno Unito per timore che la sua presenza avrebbe scatenato disordini. Tra le definizioni di ebrei ed ebraismo offerte da Louis Farrakhan ci sono "sanguisughe" e "religione da fogna". All'epoca, l'avvocato Khan disse che «Louis Farrakhan non è antisemita e non predica un messaggio di odio razziale e antagonismo, bensì di autodisciplina e responsabilità... È oltraggioso e sconvolgente che il governo britannico stia tentando di escludere quest'uomo». Interpellato in campagna elettorale su quella vicenda passata, Khan è stato meno ideologicamente infervorato, limitandosi a dire che «anche le persone peggiori meritano una tutela legale». 


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COMMENTI
12/05/2016 - Poveri noi. Sveglia! (Carlo Cerofolini)

Che dire se non – seguitando così – si darà ragione a Arnold J. Toynbee, il quale affermava che le civiltà non muoiono per omicidio ma per suicidio? Sveglia!