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SPY LONDRA/ Quello che i media italiani non dicono su Sadiq Khan

Pubblicazione:giovedì 12 maggio 2016

Sadiq Khan (Foto dal web) Sadiq Khan (Foto dal web)

Nel 2004, poi, Sadiq Khan è stato capo consulente legale del Muslim Council of Britain, un gruppo legato ai Fratelli Musulmani e in questa veste ha difeso Yusuf al-Qaradawi, un islamista di nazionalità egiziana che era stato interdetto dall'ingresso nel Regno Unito. Quando al-Qaradawi definì gli attacchi kamikaze di Hamas in Israele «non terrorismo e nemmeno suicidio, ma martirio nel nome di Allah», Khan si limitò a dire che «le parole attribuite a quest'uomo potrebbero o non potrebbero essere vere». 

Sempre nel 2004, il neo-sindaco divise il palcoscenico con una mezza dozzina di estremisti islamici a Londra in un meeting politico la cui caratteristica era quella di avere un'entrata a parte per le donne e di aver tra i relatori Daud Abdullah, capo dei boicottaggi durante l'Holocaust Memorial Day. Un altro oratore era Ibrahim Hewitt, un estremista islamico che ribadì come «le adultere devono essere lapidate a morte». Due anni dopo, nel 2006, Khan partecipò a una manifestazione di massa a Trafalgar Square per protestare contro le pubblicazioni di vignette su Allah nei giornali occidentali e quando uno dei leader della protesta e attivista palestinese, Azzam Tamini, disse a SkyNews che «se non smettono, il mondo andrà in fiamme», Khan lo difese dicendo che le sue erano «parole colorite». 

Nel 2008 tenne un discorso alla Global Peace and Unity Conference, un evento organizzato da Islam Channel, emittente più volte censurate dai regolatori dei media britannici per estremismo: un filmato mostra che mentre Khan parlava, parte del pubblico agitava bandiere nere e inneggiava al jihad. Ma ancora meglio, nel 2008 Khan si definì favorevole all'ingresso della Turchia nell'Ue, «questo al fine di provare che l'Unione non è un club cristiano che discrimina i musulmani. I quali, in tutta Europa, non accettano che la Turchia venga trattata in maniera diversa da nuovi membri come Bulgaria e Romania solo perché a maggioranza islamica». Chissà se la pensa così ancora oggi, certamente la democratica Turchia di Erdogan gli offrirebbe sconfinate opportunità di lavoro se facesse ancora l'avvocato per i diritti civili. 

Nel 2009, inoltre, Khan era ministro per la Coesione della società, un dipartimento creato dal governo proprio per cercare di sradicare l'estremismo: intervistato dalla Press TV, finanziata dall'Iran, definì i musulmani moderati «degli Zio Tom». Nella stessa intervista espresse poi pieno supporto al boicottaggio dei prodotti israeliani: «Non c'è nulla di male e io incoraggio la gente a protestare, a dimostrare, a lamentarsi, a scrivere a giornali e radio. Se vuoi boicottare, boicotta, tutti i mezzi legali fanno parte di una società democratica», le sue parole. Nel 2012, parlò ad alcuni eventi e tesse le lodi della Federation of Student Islamic Societies (Fosis), un'organizzazione-ombrello finanziata da attivisti dei Fratelli musulmani e che il governo britannico criticò più volte per la sua aperta promozione dell'estremismo islamico. Nel marzo di quest'anno, poi, Khan subì forti pressioni affinché licenziasse uno dei suoi collaboratori più stretti, Shueb Salar, dopo che il Daily Mail rivelò che quest'ultimo postava messaggi misogeni sui social media. Tra i suoi post con maggior numero di like, quelli omofobi e sessisti, battute su omicidi e stupri, constatazione del fatto gli indiani "puzzano" e, soprattutto, quello nel quale avanzava il dubbio che l'omicidio del soldato Lee Rigby da parte di estremisti islamici fosse stato fabbricato ad arte. 

A inizio maggio, poco prima del voto, un alleato chiave di Khan, il politico laburista Muhammed Butt, fu costretto a chiedere pubblicamente scusa per aver condiviso un post su Facebook nel quale definiva Israele uguale allo Stato islamico. E anche all'interno dello stesso Labour qualcuno ha avanzato qualche dubbio, come l'ex direttore Bob Marchant, a detta del quale «alcune frequentazioni di Khan gettano delle ombre sia sul suo giudizio che sui suoi valori». 

Proprio sicuri che con un curriculum vitae del genere ci sia davvero qualcosa da festeggiare nell'elezione a sindaco di Londra di Sadiq Khan? O, forse, è il caso di preoccuparsi e non poco? 



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COMMENTI
12/05/2016 - Poveri noi. Sveglia! (Carlo Cerofolini)

Che dire se non – seguitando così – si darà ragione a Arnold J. Toynbee, il quale affermava che le civiltà non muoiono per omicidio ma per suicidio? Sveglia!