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CAOS LIBIA/ Jean: al Serraj e Haftar, gli Usa fanno il doppio gioco

Fayez Al-Sarraj Fayez Al-Sarraj

Gli saranno date mitragliatrici, cannoni e munizioni. Gheddafi era in possesso di armamenti sovietici, e oggi dopo la sua caduta l’Occidente dispone di grandi quantità di armi e munizioni fabbricate nell’ex Urss. Probabilmente queste ultime ora saranno fornite ad Al-Sarraj.

 

Qual è la posizione della comunità internazionale?

La comunità internazionale non esiste. Esistono gli Stati ciascuno dei quali ha degli interessi differenti.

 

Gli Stati Uniti quale governo sostengono in Libia?

Gli Stati Uniti tengono il piede in due staffe perché non sanno chi vincerà. Normalmente un intervento internazionale in questi conflitti è efficace quando si corre in aiuto del vincitore. In tutti gli altri casi, come nell’attuale Libia, l’esito è imprevedibile. Il governo italiano ha appunto deciso di non inviare truppe perché sarebbe un grosso rischio.

 

Dunque la posizione di Washington è in qualche modo ambigua?

Gli Stati Uniti stanno vedendo come evolve la situazione. Se l’Egitto aiuta in modo deciso il governo di Tobruk, mettendolo nelle condizioni di sconfiggere l’Isis, per gli Usa è un risultato che va benissimo. A Washington non importa da chi sia eliminato lo stato islamico in Libia, l’importante è che ciò avvenga. Sia che vinca Haftar sia che vinca Al-Sarraj, ciò che interessa a Washington è che si mantenga l’unità della Libia in quanto le compagnie petrolifere americane sono sia nell’Est sia nell’Ovest del Paese.

 

(Pietro Vernizzi)

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