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ISIS/ Ragazzina cristiana bruciata viva a Mosul: mamma perdonali le sue ultime parole

Una bambina di dodici anni di fede cristiana è morta per le ustioni dopo che i miliziani dell'Isis avevano bruciato la sua casa, ecco cosa ha detto nelle sue ultime parole

Immagine di archivio Immagine di archivio

Mosul, la capitale irachena del califfato islamico. Una delle tante città di quel paese devastata da guerra, violenza, brutalità conquistata dagli islamisti nel giugno 2014. Da quel momento i cristiani residenti in città che non riuscirono a fuggire subito, vennero perseguitati con la richiesta di convertirsi all'Islam o di pagare la tassa di sottomissione. Innumerevoli i casi di cristiani uccisi. Adesso il vice presidente dell'associazione per i diritti umani Road of Success Jacqueline Isaac ha resa nota una storia che dimostra l'orrore dell'Isis ma anche l'incredibile fede dei cristiani perseguitati. E' quella di una madre e di sua figlia di 12 anni, cristiani abitanti a Mosul, a cui venne chiesta la tassa di sottomissione all'Islam, in alternativa andarsene via subito. Quando i miliziani si presentarono a casa della donna, la figlia stava facendo la doccia in bagno. La madre disse loro che avrebbe pagato, di aspettare solo un momento che la figlia uscisse dal bagno. Non aspetteremo dissero dando immediatamente fuoco alla casa e al bagno dove si trovava la ragazzina. Nonostante la madre fosse riuscita a portarla fuori la bambina è morta di ustioni poco dopo in ospedale. Isaac, che ha raccontato questa storia in pubblico lo scorso mese a New York durante un incontro sui cristiani perseguitati, ha detto che mentre la ragazzina stava morendo tra le braccia della madre, le ha detto: "Perdonali". Sono state le sue ultime parole.

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