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LIBIA/ Fattah Hasan: il generale Haftar è il nuovo Gheddafi, vuole solo il caos

Pubblicazione:giovedì 19 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 maggio 2016, 6.19

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Tanto a Misurata quanto nel resto della Libia c’è chi fin dall’inizio ha sostenuto il governo di unità nazionale. Altri stanno a vedere che cosa farà il governo e se ha gli strumenti per risolvere i problemi del Paese. Quindi a Misurata, come in tutte le città libiche, c’è una parte a favore e una contro Al-Sarraj. Chi è contro lo fa non perché si opponga alla stabilità nel Paese, ma perché vuole prima vedere quali risultati concreti è in grado di ottenere il Consiglio presidenziale.

 

Che cosa deve fare la comunità internazionale?

La comunità internazionale deve continuare ad appoggiare gli sforzi di Al-Sarraj. Se così non fosse, i terroristi continueranno ad avanzare sul terreno. La conseguenza sarà che centinaia di migliaia di migranti attraverseranno il Mediterraneo per raggiungere l’Italia.

 

I media hanno parlato di esecuzioni di massa da parte dell’Isis a Sirte. C’è apprensione in Libia per queste notizie?

Qui dove vivo il rafforzamento dell’Isis sta provocando grande paura. Questo sentimento coinvolge tutto il popolo libico, che non ama il fanatismo ma vuole soltanto vivere in modo libero e dignitoso. E soprattutto il popolo libico non vuole un altro tiranno come Gheddafi, anche se nelle vesti di Haftar. Questa situazione, per quanto molto delicata, è un’occasione d’oro perché la comunità internazionale rompa gli indugi e sostenga realmente Al-Sarraj.

 

(Pietro Vernizzi)



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