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GEO-POLITICA/ La "patata bollente" pronta per l'Europa

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Mercoledì della scorsa settimana, poi, era infatti atteso il voto del Parlamento europeo riguardo ai visti liberi per i cittadini turchi che volessero entrare nell’Ue e a far capire chiaramente che l’addio di Davutoglu ha sancito un netto cambio di rotta nei rapporti Ue-Turchia ci ha pensato Burhan Kuzu, importante esponente dell’Akp, deputato ed ex consigliere di Erdogan, il quale su Twitter aveva scritto quanto segue relativamente al voto di mercoledì: «Il Parlamento europeo discuterà il report che aprirà l’epoca dei visti liberi per i cittadini turchi. Se sarà presa la decisione sbagliata, sguinzaglieremo i rifugiati!».

E cosa ha deciso il Parlamento? Nulla. Perché lunedì, ovvero due giorni prima del voto, il presidente, Martin Schulz, ha sospeso la discussione sull’argomento, citando proprio il no di Ankara alla revisione della legge anti-terrorismo come motivazione e passando la patata bollente alla Commissione europea, la quale deve già fare i conti con il voto contrario di massa sempre dell’Europarlamento sullo status di economia di mercato della Cina. Cosa farà Erdogan, abbozzerà o magari comincerà a far chiudere gli occhi alle sue guardie di confine, così per darci un assaggino di ciò che ci aspetterebbe in caso facesse saltare del tutto l’accordo? Viviamo tempi senza precedenti. In cui accadono cose senza precedenti.

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