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Esteri

DALLA GRECIA/ Il successo di Tsipras che mette in svendita il Paese

In Grecia sta per essere votata a legge-omnibus che dimostra come il Governo Tsipras abbia di fatto cambiato linea sulle misure di austerità, spiega SERGIO COGGIOLA

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Come si è conclusa la “coraggiosa lotta” del tandem Varoufakis-Tsipras contro i creditori? La Troika è stata ribattezzata “istituzioni”, anziché tenersi al ministero delle Finanze, i colloqui tra governo ellenico e i rappresentanti europei si sono svolti in un grande albergo del centro, l’accordo del luglio scorso è costato ai greci altri 86 miliardi, e ne sono stati prelevati 45 dai conti bancari. Dichiarazioni pesanti e ironiche, uscite dalla bocca del Governatore della Banca Centrale di Grecia, Yannis Stournaras, durante una conferenza presso la London School of Economics.

Commenti? Il governo tace, ma risponde Varoufakis, il quale aggiunge un’altra sfumatura alle sue innumerevoli versioni dei fatti dell’anno scorso. E poi perché commentare un dato di fatto che ormai fa parte della cronaca recente e di cui sono tutti a conoscenza?

Tutta l’attenzione è rivolta altrove. Domani si vota la legge-omnibus in cui sono previsti una serie di aumenti (1% del Pil, cioè 1,6 miliardi) delle tasse indirette come l’Iva (dal 23% al 24%), un pacchetto pesante di privatizzazioni, l’aumento della tassa sulla casa (in dieci anni i prezzi sono scesi del 41%), e il “kofti”, cioè quel meccanismo automatico di tagli alle pensioni e agli stipendi che si auto-innesca nel caso in cui non si raggiunga l’obbiettivo di bilancio. “Non si attiverà comunque”, ha promesso Tsipras, sostenendo che a partire dal secondo trimestre di quest’anno si assisterà alla ripresa economica. Come a dire: pagate le tasse altrimenti sarete puniti dal “kofti”!

In tutto 7500 pagine presentate ai deputati giovedì scorso. È stato calcolato che questi nuovi balzelli dreneranno dal mercato dei consumi almeno 9 miliardi e sicuramente aumenteranno l’evasione fiscale - un fenomeno che il governo non riesce a combattere con efficacia. In sintesi, il governo Tsipras è riuscito dove hanno fallito i due precedenti primi ministri. Se il suo predecessore avesse presentato una legge simile, la piazza si sarebbe scatenata sotto la regia di persone che oggi siedono in Parlamento e che domenica voteranno a favore. Dunque un altro punto per la Troika che è riuscita a far digerire ai greci un altro boccone amaro.

Come? Ha licenziato il chirurgo “obiettore” e ha assunto un macellaio “allineato”, non importa che fosse di sinistra, purché “cacciasse i topi”, citando un famoso cinese. “Mi dispiace per Tsipras”, ha affermato Mikis Teodorakis. Ci ha preso in giro. È vero comunque che ogni Memorandum ha una storia politica e sociale diversa. Durante i primi due, il governo si era presentato all’opinione pubblica con gli occhi abbassati, sostenendo che era obbligato ad applicare i tagli. Con il terzo, quello della sinistra radicale, la narrazione è cambiata. In principio, il governo ha sostenuto che il programma “non gli apparteneva”, che applica l’austerità con la “morte nel cuore”, in opposizione ai precedenti governi che l’applicavano a “cuor leggero”. Oggi, la narrazione racconta che le misure tengono in conto la “giustizia sociale” e hanno una prospettiva di cambiamento, e che vengono colpiti i privilegiati.