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AEREO EGYPTAIR/ Jean: ecco come hanno fatto a "imbarcare" la bomba

Pubblicazione:sabato 21 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 21 maggio 2016, 6.19

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Nessuno Stato può essere controllato completamente: il “rischio-zero” non esiste. Anche perché se un obiettivo è protetto, per i terroristi è molto semplice sceglierne un altro. Quindi più si protegge un obiettivo e più gli altri diventano vulnerabili.

 

E’ così facile mettere una bomba su un aereo?

Basta metterla nella valigia. Se lei va a Fiumicino, guardi come sono portati i bagagli.

 

Non c’è il metal detector?

I controlli ci sono, ma una volta che il bagaglio è caricato sul carrello non è controllato ulteriormente. Basta quindi che ci fosse un dipendente dell’aeroporto di Parigi che ha inserito la bomba in una valigia perché legato ai terroristi o semplicemente perché psicopatico.

 

Se è stato un attentato, chi si voleva colpire?

In Egitto ci sono attentati un giorno sì e l’altro pure. In particolare i gruppi legati ai Fratelli musulmani continuano ad attaccare le forze governative di Al-Sisi. Teniamo conto del fatto che la Fratellanza musulmana ha sempre avuto teorici del terrorismo molto duri.

 

In questo modo si colpisce anche la Francia. Perché?

L’obiettivo più che la Francia era l’Egitto. D’altra parte esiste sicuramente un legame tra Parigi e Cairo. Non a caso Hollande e Al-Sisi si sono messi d’accordo per forniture d’armi e lotta allo stato islamico.

 

(Pietro Vernizzi)



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