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AEREO EGYPTAIR/ Jean: ecco come hanno fatto a "imbarcare" la bomba

Pubblicazione:sabato 21 maggio 2016 - Ultimo aggiornamento:sabato 21 maggio 2016, 6.19

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Le autorità egiziane venerdì hanno fatto sapere di avere trovato dei resti umani e parti dell’Airbus EgyptAir nelle acque del Mediterraneo, confermando così che il jet è sprofondato nel mare con 66 persone a bordo. Il ministro dell’Aviazione civile ha reso noto con una dichiarazione che “la marina egiziana è stata in grado di recuperare alcuni detriti dell’aeroplano, alcuni degli oggetti appartenenti ai passeggeri e sedili dell’aereo”. Per il momento non ci sono tracce del grosso della carcassa, o di un segnale in grado di consentire la localizzazione della scatola nera. Ne abbiamo parlato con il generale Carlo Jean, analista militare.

 

Quali elementi oggettivi fanno propendere per un incidente e quali per una bomba?

Sulla base dei dati attualmente disponibili, è impossibile compiere una valutazione di carattere oggettivo. La mia valutazione soggettiva è che si sia trattato di una bomba. Quest’ultima molto verosimilmente ha investito in un primo momento la cabina di pilotaggio, provocando quelle strane virate molto brusche dell’aereo. Quindi ha fatto esplodere il velivolo.

 

Perché ritiene che le sterzate brusche siano compatibili con una bomba più che con un incidente?

Gli esperti di aviazione hanno avallato questa ipotesi. Bisogna però vedere come era collocata la bomba: per esempio potrebbe esserne esplosa una più piccola in cabina e poi una più grande. E’ d’altra parte possibile che ci sia stato un attentatore suicida che avrebbe costretto i membri dell’equipaggio a compiere queste sterzate. Allo stato attuale però sono tutte semplicemente delle ipotesi. Una volta che avranno ripescato i pezzi di aereo dal mare, gli esperti potranno valutare se ci siano o meno bruciature da esplosioni.

 

E’ normale che buona parte della carcassa dell’aereo sia scomparsa?

E’ possibile che si sia semplicemente inabissata nel mare. Ora i resti andranno ricercati nel fondo del Mediterraneo. Anche dell’aereo Malaysia Airlines 370 che si è inabissato nel 2014 non è più stato ritrovato nulla.

 

Gli attentatori come hanno fatto a superare i controlli nell’aeroporto di Parigi?

E’ possibile che anche a Parigi ci siano persone addette al caricamento dei bagagli che fanno parte di organizzazioni terroristiche. D’altra parte anche Andreas Lubitz, il pilota tedesco dell’aereo Germanwings che si è schiantato nel marzo 2015 non era certo un musulmano. Era semplicemente uno psicopatico, e psicopatici ce ne sono dappertutto.

 

Dopo gli attentati di novembre, a Parigi l’allerta era molto elevata. Perché non è bastato?


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