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Esteri

SCENARI/ Usa vs Arabia, arriva il "Jasta". In attesa di Clinton e Trump...

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Non a caso, il giorno dopo la votazione al Senato, la Saudi Gazette, quotidiano in lingua inglese di Jedda, pubblicava un articolo dal titolo "L'Arabia Saudita è un free rider", con riferimento alla frase di Obama in una discussa intervista a The Atlantic in cui aveva accusato gli alleati di comportarsi come "free riders", vale a dire da "scrocconi" alle spalle degli Usa. L'autore dell'articolo, Tariq A. Al-Maeena, un commentatore socio-politico arabo, riporta il parere di un presunto osservatore occidentale, chiamato John (l'impressione è quella di un artifizio giornalistico), secondo il quale se si vuol parlare di debiti sono proprio gli Stati Uniti ad averne nei confronti dell'Arabia Saudita. Segue un lungo elenco di "favori" fatti dai sauditi agli americani, partendo da 41 anni (dal 1932 al 1973) di petrolio fornito a prezzi inferiori al costo di produzione, all'aiuto dato agli Usa durante la Guerra Fredda contro l'Unione Sovietica, per finire con l'accusa agli americani di aver creato loro il terrorismo islamico, sostenendo i talebani durante la guerra dei russi in Afghanistan e non dando opportunità di lavoro e di crescita ai giovani, che così si uniscono a Daesh e agli altri gruppi terroristici.

Questa "sparata" contiene gran parte degli elementi che contrappongono Arabia Saudita e Stati Uniti: la guerra del petrolio, la decennale alleanza contro i nemici dell'Occidente, tra cui anche l'attuale Russia che si contrappone ai sauditi in Siria, oltre che sul petrolio, il fallimento culturale dell'Occidente che mette a repentaglio le "sane" società arabe.

Sembrerebbero tempi difficili per i presidenti, attuale e futuro, degli Stati Uniti, con un ultimo paradosso: la definizione di "scrocconi" per gli alleati trova d'accordo il nemico interno per eccellenza, il Repubblicano Trump, che dichiara essere giunto il tempo che gli alleati si diano da fare e la smettano di sfruttare gli Stati Uniti.

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