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ELEZIONI/ Austria, la vera lezione per l'Europa

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Norbert Hofer (CC foto di Franz Johann Morgenbesser)  Norbert Hofer (CC foto di Franz Johann Morgenbesser)

Già, gli operai. Per questo i media azionano il ventilatore per sparare fango: perché sanno che i tempi della sinistra da salotto stanno finendo, la gente è stanca e al limite della sopportazione. Si sa, il popolo è grezzo e non sa emozionarsi di fronte allo splendore di un migrante che urina su un muro in pieno giorno o spaccia hashish. E facessero solo questo in Austria, perché la seconda cosa da tenere da conto è la terrificante sequenza di atti criminali legati a richiedenti asilo compiuti nelle ultime settimane. Ma di questo i tg italiani non parlano, ci mancherebbe, sono troppo occupati a cercare con il lanternino l’unica scuola di Vienna dove funziona l’integrazione, a fronte di una città alle soglie dell’allarme.

Non ci credete? Partiamo dallo stupro di gruppo perpetrato da tre richiedenti asilo afghani ai danni di una studentessa austriaca di 21 anni lo scorso 22 aprile, seguita nel bagno della stazione ferroviaria di Praterstern e violentata a turno. Quando la polizia è stata allertata da un passante che aveva sentito le grida della giovane, è riuscita ad arrestare i tre mentre tentavano la fuga: all’interprete hanno detto di essere ubriachi e di non ricordare l’accaduto. Se condannati, dovranno scontare 7 anni e mezzo di prigione, ma i giornali austriaci fanno notare che conoscendo il sistema giudiziario del Paese non passeranno dietro le sbarre più di 2 anni. Escluso poi il loro rimpatrio in Afghanistan, quindi una volta usciti dal carcere, in base all’attuale legislazione potrebbero addirittura cercare di diventare beneficiari dei benefits previsti dal welfare austriaco, ovvero 830 euro al mese più sanità gratuita.

Il problema è che quello di Vienna dello scorso 22 aprile è stato il 27mo caso di violenza sessuale nel Paese dall’inizio dell’anno e parliamo solo di casi denunciati e che hanno visto l’intervento della polizia. Ad esempio, un 20enne richiedente asilo dall’Iraq ha violentato un ragazzino di 10 anni in una piscina a Vienna, giustificando poi il gesto come «emergenza sessuale, frutto di un eccesso di energia erotica». In parole povere, l’uomo, che in Iraq ha lasciato moglie e figli, non ha potuto controllare la libido perché non aveva fatto sesso da quando era arrivato in Austria a settembre. E che dire del 18enne afghano condannato a 20 mesi per aver violentato una 72enne - avete letto bene - a Traiskirchen, prima riempita di botte, poi stuprata e privata delle mutande, portate via come trofeo, stando al report della polizia locale. C’è poi l’altro 20enne afghano arrestato per aver obbligato per tre mesi a fare sesso una 13ebbe di Korneuburg adescata in chat dall’internet point del centro di accoglienza in cui vive, a Hollabrunn.

E nel silenzio generale dei media, comincia a emergere una realtà inquietante: la notte di Capodanno a Vienna, Salisburgo e Innsbruck si sarebbero verificate violenze di massa contro le donne da parte di gruppi di immigrati, la gran parte maghrebini, esattamente come accaduto a Colonia. Sui media? Silenzio, bisogna dipingere l’Fpo come le nuove SS. In Compenso Vienna è diventata l’epicentro del crimine legato all’immigrazione in Austria, visto che stando a dati del ministero dell’Interno, quasi 1 richiedente asilo su 3 presente a nella capitale nel 2015 è stato accusato di qualche crimine. Di più, dei circa 21mila richiedenti asilo ufficialmente riconosciuti e presenti a Vienna nel 2015, 6503 hanno compiuto crimini, un aumento di quasi il 50% dal 2014. I dati mostrano come 2270 di questi criminali abbiano meno di 20 anni, un +72% dal 2014, 7 di loro avevano meno di 9 anni e 31 meno di 13 anni. D’altronde, chi ben comincia..



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COMMENTI
24/05/2016 - ma Bottarelli... (Paolo Bini)

...è l'unico che legge numeri e statistiche e le riferisce nei suoi articoli..? Grazie, per esserci.