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ELEZIONI/ Austria, la vera lezione per l'Europa

Norbert Hofer (CC foto di Franz Johann Morgenbesser) Norbert Hofer (CC foto di Franz Johann Morgenbesser)

Stando al capo della polizia di Vienna, Gerhard Pürstl, le gang di nordafricani controllano la gran parte del traffico di droga della capitale e sono state responsabili di quasi la metà dei 15.828 crimini violenti perpetrati e denunciati nel 2015, tra cui stupri, rapine, accoltellamenti e aggressioni. La zona più pericolosa è quella di Praterstern, la stazione dove è avvenuto lo stupro di gruppo della studentessa: qui bande di maghrebini e afgani gestiscono il traffico di droga, danno vita a risse e importunano le utenti donna della stazione. La polizia è stata chiamata nell’area 6265 volte nel 2015, circa una media di 17 volte al giorno. Il capo del sindacato di polizia austriaco, Hermann Greylinger, stima che per riportare l’ordine servirebbero circa 1200 poliziotti in più a Vienna, dove dice «oggi come oggi abbiamo più migranti dell’intera popolazione di Salisburgo, la quarta città del Paese».

E Stato e magistratura non aiutano, visto che il 4 maggio scorso un migrante 21enne del Kenya ha ucciso una 54enne in una strada del centro di Vienna, spaccandole la testa con una sbarra d’acciaio. Arrestato, si è scoperto che era noto alle forze dell’ordine fin dal suo arrivo in Austria nel 2008, periodo durante il quale ha compiuto 18 crimini - tra cui traffico di droga, aggressione a privati e poliziotti -, ma ogni volta era stato rilasciato dalle autorità. Fatti, cifre, drammi reali: non ideologia. Nel 2015, l’Austria ha ricevuto 90mila richieste di asilo, il secondo dato più alto in Europa su base pro-capite.

Il voto di domenica, comunque sia andata a finire, ha dato una riposta a questo: quando è troppo, è troppo. E nessuno potrà più fingere che tutto vada bene, in nome del politicamente corretto. O dell’Europa che altrimenti si arrabbia. O, peggio ancora, del totem dell’accoglienza, parola che sta diventando sintomo di stupidità, viste le declinazioni che da sempre più parti, Chiesa in testa, giungono al grande pubblico. Game over o salta tutto.

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COMMENTI
24/05/2016 - ma Bottarelli... (Paolo Bini)

...è l'unico che legge numeri e statistiche e le riferisce nei suoi articoli..? Grazie, per esserci.