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DALLA GERMANIA/ Chi dà addosso a Berlino finirà per disfare l'Europa

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La soluzione del professore irlandese dell'Università di Cambridge Simms e del pubblicista Zeeb è secondo me utopica e forse neppure, nella variante del modello anglo-americano da loro proposto, desiderabile. Un'unione politica e militare che si concepisca in modo programmatico, per quanto riguarda la dimensione militare, in contrasto alla Russia di Vladimir Putin mi sembra molto avventata e pericolosa. L'impegno di mediazione politica offerto dalla Germania di Merkel nella crisi dell'Ucraina nel maggio del 2015 non era per nulla un atto di ritirata di fronte al potere russo, ma un ragionevole gesto diplomatico, senza per questo aver rinunciato ad esprimere il proprio parere. 

Non ho nessuna soluzione alla "questione tedesca" nel cassetto delle mie opinioni, ma so che un'isolamento della Germania, voluta da lei stessa o proiettata da altri su di lei, non può che portare ad effetti catastrofici. Da quanto posso giudicare la politica finanziaria proposta da Schäuble e che si può riassumere con il motto "Der Weg des zu leichten Geldes führt am Ende ins Unglück" ("la via del denaro troppo leggero porta alla fine miseria"), è frutto di una certa perizia, quella di un ministro delle Finanze capace ed intelligente. Ovviamente secondo il metodo di Hannah Arendt è necessario sentire anche l'opinione contraria, quella dei molti economisti ed esperti che ritengono che sia necessario superare i criteri di una politica dell'austerità, che corrisponde forse più all'anima tedesca che a quella di altre nazioni. Bisognerà trovare il modo di proporre la propria posizione, anche quella mediterranea e del sud dell'Europa, senza per questo accusare la Germania di voler distruggere altri paesi, perché questa intenzione non è senz'altro vera. Sebbene sia certamente necessario esprimere l'identità della propria anima, anche per esempio pensando alla propria forza filosofica (Grecia) o artistica (Italia) senza complessi di inferiorità, non bisognerà farlo costruendo la propria posizioni contro qualcun altro, considerato l'altro come il capro espiatorio di tutti i problemi esistenti. Quando solo l'altro è visto come il problema di una certa situazione che si è creata non si costruisce più insieme, ma per l'appunto l'uno contro l'altro: questo non può che portare ad una rottura incontrollabile, insomma non ad una costruzione, ma ad una distruzione. 

Credo che tutti, sia nel centro o nord dell'Europa sia nel sud dell'Europa, farebbero bene a meditare su questa semplice verità.  E questo implica anche, per la politica europea, che una volta che si è fatto un patto su un certo tema, valga per tutti — se non vogliamo che l'Europa cada davvero nell'abisso di un "egoismo collettivo" — che "pacta sunt servanda".

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COMMENTI
04/05/2016 - Germania ed Europa (giuseppe reguzzoni)

Su Frau Merkel non sono del tutto d'accordo. Qualcosa, molto, è cambiato, dopo l'Affaire delle intercettazioni US (ne ha scritto anche Ilsussidiario). Sul complesso antigermanico concordo. Senza Germania si disfa l'Europa. Inutile cercare capri espiatori per l'inettitudine dei governi romani.