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Esteri

DALLA GERMANIA/ Chi dà addosso a Berlino finirà per disfare l'Europa

Siamo sicuri che sia la Germania di Angela Merkel la causa dei problemi dell'Europa? Domina infatti un complesso antitedesco molto pericoloso. La lettera di ROBERTO GRAZIOTTO

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Caro direttore,
"la Germania non è responsabile del pasticcio (europeo) attuale, lo è invece la questione tedesca, ma questa è cosa ben diversa" (Brendan Simms, Benjamin Zeeb, Europa am Abgrund ("Europa ad un passo dall'abisso"), Monaco di Baviera, 2016. Non voglio commentare gli ultimissimi avvenimenti in cui è coinvolta la Germania: il viaggio della cancelliera nei campi profughi nel sud della Turchia, il senso di un accordo con la Turchia di Erdogan, il recente incontro di Angela Merkel con Barack Obama ad Hannover, in cui era in gioco in primo luogo l'accordo Ttip sul libero scambio, che implica problemi sociali, politici ed ecologici notevoli. Né questa lettera vuole essere una difesa a priori della Germania, della sua cancelliera o del suo ministro delle finanze Wolfgang Schäuble. Sono cosciente che per tanti dettagli di ciò che accade in Germania ed in Europa non ho neppure la competenza per giudicare in modo ragionevole e sensato. Mi preoccupa però una certo "complesso antitedesco" che percepisco nei media e nei social media e vorrei cercare di dare un risposta sul cosa implichi la "questione tedesca", tenendo conto di un consiglio importante di Hannah Arendt, secondo il quale per un giudizio su problemi che implicano una conoscenza da esperti sia necessario al non esperto la conoscenza delle posizioni alternative, per fidarsi in fine della propria intuizione su ciò che sia ragionevole sostenere. 

La proposta che fanno i due autori citati è questa: solo gli Stati Uniti d'Europa sarebbero in grado di integrare il potenziale tedesco a favore di tutte le altre nazioni europee. L'unione monetaria, senza un'unione politica e militare, senza insomma un parlamento europeo democratico e capace di agire e prendere decisioni su questioni economiche e militari non può che portare ad un supremazia della forza economica della Germania su gli altri paesi. Ciò però non significa che vi sia un tentativo egemonico tedesco di imporre la propria supremazia in Europa o che a Merkel e Schäuble sia riuscito ciò che l'imperatore tedesco Guglielmo II e più tardi Hitler avevano tentato inutilmente. 

Non è neppure vera l'immagine di una Angela Merkel, nuovo Macchiavelli, con la meta di "germanizzare" l'Europa, come ha detto Ulrich Beck, sociologo tedesco appena scomparso. "La Germania non opprime né i greci né altri paesi in Europa. Nessuno ha costretto questi stati, dapprima completamente sovrani, ad entrare nell'unione monetaria, né con la forza delle armi né in un altro modo" (Simms, Zeeb). Vero piuttosto è che c'è una "questione tedesca" che deve essere risolta, senza rimproverarsi a vicenda di essere la causa della sciagura degli altri, come si è espresso Wolgang Schäuble in una recente intervista prima del suo viaggio a Shanghai per l'incontro del G20. Questa questione tedesca può essere così descritta: "il progetto europeo nella sua costruzione attuale, in modo particolare l'unione monetaria, che aveva come scopo originario quello di arginare il potere tedesco, lo ha al contrario rafforzato (…); la Germania non ha per questo più colpe che le altre nazioni in Europa" (Simms, Zeeb). 


COMMENTI
04/05/2016 - Germania ed Europa (giuseppe reguzzoni)

Su Frau Merkel non sono del tutto d'accordo. Qualcosa, molto, è cambiato, dopo l'Affaire delle intercettazioni US (ne ha scritto anche Ilsussidiario). Sul complesso antigermanico concordo. Senza Germania si disfa l'Europa. Inutile cercare capri espiatori per l'inettitudine dei governi romani.