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TURCHIA/ Waqqaf: via Davutoglu? Lo prevede la "dittatura democratica" di Erdogan

Ahmet Davutoglu (Infophoto) Ahmet Davutoglu (Infophoto)

No. Davutoglu non è l’“ingegnere” che ha progettato la linea politica della Turchia nei confronti della Siria. L’AKP ha espresso simpatia nei confronti di numerosi gruppi in Medio Oriente, quali i Fratelli musulmani in Egitto e in Siria, con i quali condivide determinati valori. Gli elettori turchi ritengono che questi valori siano così validi e moderni, da poter essere sviluppati anche in altri Paesi. Questo è il cuore della politica dell’AKP, cui Davutoglu ha contribuito a dare forma, ma della quale non è il campione.

 

Il fatto che Erdogan non accetti di condividere il potere nemmeno con Davutoglu conferma il fatto che è un dittatore?

Questo è un modo occidentale di comprendere le cose. Certo dal punto di vista democratico Erdogan è un dittatore, ma questo è il modo in cui la politica si esplica in Medio Oriente. Erdogan fondamentalmente è la persona che ha il controllo sulle ambizioni, speranze e ambizioni del pubblico turco.

 

Quali sono le conseguenze di questo fatto?

Questo fa sì che la sua persona sia unica dal punto di vista della legittimazione, e che chiunque altro sia a sua volta legittimato da lui. Nonostante in Turchia ci sia un sistema semi-democratico, con parlamentari eletti direttamente dalla gente, la politica in Medio Oriente è sempre molto personalistica. La politica nella regione dipende cioè sempre dal carisma personale del capo. Se quindi Obama o la Merkel incontrano Davutoglu, cercando di bypassare Erdogan, dal punto di vista di quest’ultimo non stanno realmente trattando con il primo ministro turco ma stanno cercando di minare la legittimazione dell’AKP.

 

In che senso questa non sarebbe una dittatura?

Tutto ciò in Occidente è chiamata una dittatura, e in un certo senso lo è realmente. Ma tutto ciò è anche democratico, perché la gente ha la possibilità di scegliere chi è il capo che comanda sulle loro aspirazioni. Il leader possiede cioè il rispetto della popolazione. Non è quindi una dittatura totale, ma una sorta di “dittatura democratica”.

 

(Pietro Vernizzi)

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