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GEO-POLITICA/ Migranti, le "prove" dell'invasione dell'Italia

Pubblicazione:mercoledì 1 giugno 2016

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Tutto normale? Esercitazioni programmate da tempo? Come mai allora la chiusura dello spazio aereo almeno fino all'8 agosto, data in cui stando alle norme attuali solo la Grecia continuerà con il bando verso aerei in partenza dalla Libia? Egitto, Algeria e Tunisia hanno compiuto il medesimo passo, per caso? Se non c'è emergenza, caro Renzi, come mai questa decisione, ammesso che sia reale? Tanto più che in contemporanea continua il braccio di ferro tra la Turchia e le autorità europee sull'abolizione dei visti per la circolazione dei cittadini turchi nei Paesi Ue in cambio della gestione del flusso dei migranti, accordo che si potrà siglare solo se la Turchia modifica la sua legge anti-terrorismo. Ancora una volta il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu ha sostenuto che «alla Turchia è impossibile modificare le leggi anti-terrorismo come chiede Bruxelles in cambio dell'abolizione dei visti per l'area Schengen. Abbiamo detto loro che non li stiamo minacciando, ma, se necessario, la Turchia userà misure "amministrative" per bloccare l'intesa». Avete idea di cosa potrebbe accadere se la Turchia decidesse di non bloccare più il flusso di profughi in un momento in cui sta per partire, in Iraq e in Siria, l'offensiva per liberare Falluja e Raqqa dal controllo dell'Isis? 

Tanto più che oltre alla tratta più battuta, quella che parte dalle sponde del Maghreb per incrociare le rotte dei pattugliatori della Marina militare, a Est si sta aprendo una nuova rotta, meno battuta ma significativa: quella che porta in Puglia i clandestini che partono da Turchia, Grecia e Albania. Nella notte fra lunedì e martedì cinquanta migranti sono sbarcati a Porto Badisco, sulla costa salentina vicino ad Otranto, mentre a inizio mese ne erano sbarcati una cinquantina vicino a Santa Maria di Leuca e il 18 maggio altri quarantaquattro erano stati fermati dai carabinieri nei pressi di Gagliano del Capo. Domenica, poi, la guardia costiera greca ha fermato un'imbarcazione con a bordo 30 clandestini cinque miglia al largo dell'isola di Lefkada, nel Mar Ionio, a meno di 250 chilometri dalle spiagge pugliesi. L'isola di Lefkada, come quella di Corfù e il grande porto di Igoumenitsa, rappresenta una delle basi dei trafficanti sulla costa ionica della Grecia: nel Paese, dopo la chiusura della frontiera da parte della Macedonia, sono bloccati almeno 50mila immigrati, in grande maggioranza determinati a lasciare la Grecia. 

E attenzione alla Macedonia, dove il 5 giugno si sarebbe dovuto votare, ma siccome le forze pro-rivoluzione arancione sostenute da Soros e soci nei sondaggi non sfondavano, l'Ue ha ben deciso di annullare le elezioni. Il sito Stratediplo, molto vicino ad ambienti militari francesi, già in aprile scriveva quanto segue: «Da sei mesi la Macedonia è la via di passaggio dell'intrusione illegale massiccia chiamata da Berlino in agosto e ha visto transitare sul proprio territorio circa l'equivalente della propria popolazione». Questo, a detta dei militari di Parigi, avrebbe portato alla sospensione della strategia occidentale di destabilizzazione «perché una destabilizzazione completa avrebbe turbato il transito migratorio». Quindi, nulla è spontaneo: né le proteste di piazza in Macedonia, né l'afflusso di profughi via Balcani. È tutto pianificato. 


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COMMENTI
02/06/2016 - Spero nella seconda ipotesi. (Giuseppe Crippa)

Grazie anche da parte mia. E grazie a Il Sussidiario che lo pubblica: non so dire ora se tra qualche mese non sarà più possibile o se finalmente si esprimeranno così molte altre voci.

 
01/06/2016 - migranti (delfini paolo)

Grazie a Mauro Bottarelli per l'interessante e coraggioso articolo.