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ATTENTATO A TEL AVIV/ Abu Hassan: una strage che nasce dalla disperazione dei giovani palestinesi

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C’è soprattutto un grande sentimento di disperazione. Chi ha sparato su dei civili inermi sono degli studenti universitari. E’ questo il fatto che dovremmo capire meglio. Anche se si laureano con il massimo dei voti, i giovani palestinesi difficilmente trovano un lavoro. In Palestina il mercato del lavoro, come pure la situazione economica, sociale e politica sono estremamente complicate. Molti sentono di non poter avere una loro vita, e non vedono la loro vita in modo positivo.

 

Di chi è la responsabilità politica della violenza crescente tra palestinesi e israeliani?

La responsabilità di quanto sta avvenendo è dei politici israeliani, e in particolare dell’occupazione, perché i leader politici palestinesi sono totalmente impotenti. Quando organizzano questi attentati, i giovani palestinesi esprimono la loro disperazione, la loro frustrazione e la loro rabbia. Il messaggio che mandano, a livello conscio o inconscio, è che in questa terra da ormai molti anni sta avvenendo qualcosa di profondamente sbagliato.

 

In Palestina è in atto anche un’infiltrazione da parte dell’Isis?

E’ possibile. Se confrontiamo la situazione in Palestina con quella in Siria o in Iraq, la mancanza di pace e sicurezza spinge chi è disperato e frustrato a lasciarsi coinvolgere in attività che danno vita a un grande stato di confusione e agitazione, come appunto quello messo in atto dall’Isis.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/06/2016 - commento (francesco taddei)

no signore. c'è l'odio ideologico religioso. e ci sono gli intellettuali che lo giustificano.