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BREXIT/ Dalla Scozia al Galles, un voto che manda in "pezzi" il Regno Unito

Pubblicazione:domenica 19 giugno 2016

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Rimane difficile prevedere l'esito di questo referendum, ma gli inglesi sono noti anche per il loro pragmatismo e, al momento del voto, potrebbero decidere che rimanere in una Ue così oggettivamente in difficoltà è la soluzione meno rischiosa e più vantaggiosa alla fine per il Regno Unito. Tanto più se, come sempre più spesso si sente predire, l'Eurozona si spaccasse in due, perché in tal caso un'adesione alla sterlina potrebbe essere vista più favorevole da quei Paesi "condannati" a un euro di serie B.

Vi è poi un altro fattore interno di cui gli elettori dovranno tenere conto, che riguarda la tenuta dello stesso Regno Unito, perché l'atteggiamento verso il referendum è diverso nella vari componenti del Paese. Per quanto paradossale possa sembrare. Lo stesso Brexit che sta ponendo così a rischio l'unità dell'Ue, può risultare molto pericoloso anche per l'unità dell'UK, almeno nelle forme attuali. Il problema principale è dato ancora una volta dagli scozzesi, che secondo i sondaggi sono in maggioranza in favore della permanenza nell'Ue, anche se in questi ultimi tempi sono aumentati i sostenitori dell'uscita. Se il Remain vincesse in Scozia, ma il resto dell'UK votasse per uscire, il Partito Nazionalista Scozzese, che ha avuto il 47% dei voti nelle ultime elezioni, chiederebbe un nuovo referendum sull'indipendenza.

Anche nell'Irlanda del Nord la maggioranza è favorevole a rimanere nell'Unione Europea e sono diffusi i timori di un irrigidimento dei rapporti con l'Irlanda, timori che vengono espressi anche a Dublino. Alcuni osservatori temono anche che l'uscita dall'Ue riproponga una situazione di instabilità nell'Irlanda del Nord, fino a una ripresa dei conflitti interni. Nel Galles i sondaggi danno una situazione di sostanziale parità, ma è la regione che più avrebbe da perdere dalla vittoria del Leave, perché alcune aree gallesi depresse ricevono forti contributi da Bruxelles, che verrebbero ovviamente a cessare.

In conclusione, il Brexit si sta dimostrando un possibile fattore di profonda ridiscussione non solo dell'Unione Europea, ma forse anche dello stesso Regno Unito, dove coesistono quattro "nazioni", per l'appunto, inglesi, gallesi, scozzesi e nordirlandesi, e gli interessi non sembrano così coincidenti. 



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