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Esteri

SIRIA/ L'Isis è in ritirata, perché il mirino (degli Usa) torna su Assad?

Bashar al Assad (Infophoto)Bashar al Assad (Infophoto)

In realtà il cessate il fuoco iniziato il 27 febbraio scorso è stata una mossa coraggiosa. Sicuramente è stata l'occasione di una grossa spaccatura tra i russi e gli iraniani, contrari alla tregua. Gli iraniani (dopo i consistenti successi ottenuti fino a febbraio, culminati con il declino dei gruppi armati e la distruzione di oltre il 80% dei depositi di armi, in particolare nella campagna a nord di Aleppo) volevano optare per una soluzione esclusivamente militare, mentre per i russi il negoziato è inevitabile. Tale divergenza ha causato ad aprile una tremenda sconfitta nella località strategica di Khan Tuman. Gli iraniani durante l'attacco delle forze islamiste di al Fatah hanno avuto grosse perdite, ciononostante i russi hanno rifiutato la copertura aerea. 

La frattura tra Teheran e Mosca si è ricomposta solo da poco ma i progressi sul terreno tornano già a farsi vedere. Ovviamente è la situazione sul campo di battaglia e non i morti il pretesto per la ritrovata aggressività occidentale: dopo le minacce di Kerry, 51 alti funzionari del Dipartimento di Stato Usa hanno scritto una lettera al presidente Obama perché ordini "un'azione militare "credibile" contro il regime di Assad il che significa bombardamenti. Da Copenaghen, Kerry ha fatto sapere che il documento  è da prendere sul serio e lo "rispetta". Per tutta risposta Mosca ha ordinato una tregua unilaterale di 48 ore nel fronte più caldo, Aleppo. E' qui che i ribelli, la maggior parte appartenenti al gruppo terrorista al Nusra (propaggine di al Qaeda), bombarda quotidianamente le aeree residenziali in maniera indiscriminata (le denunce dei religiosi sono pressoché quotidiane).

L'Italia intanto dà il suo singolare contributo alla distensione: è in corso il dispiegamento dei missili terra-aria SAMP/T sul confine turco-siriano. Lo scopo è di proteggere Ankara dagli aerei russi impegnati nella campagna antiterrorismo. Questa decisione, non è passata al vaglio del Parlamento italiano: anch'essa è stata fatta passare come "decisione tecnica". Evidentemente decisione tecnica non è e le ripercussioni diplomatiche saranno pesanti. 

Infine, arriva un rapporto firmato da 56 ong siriane. E' stato promosso dall'organizzazione The Syria Campaign, con base a Beirut. Si accusa l'Onu di distribuire i viveri solo nelle aeree governative sottostando ai diktat del governo. Il segretario generale Ban Ki-moon naturalmente ha smentito. I dati sono pubbblici, è un'accusa debole ma tant'è: sembra che con l'Isis in ritirata e la presa di Falluja, il tiro ritorni su Assad. La Ue non discute su missili e sanzioni ma sente il bisogno di incontrare gli emiri sauditi due volte in due mesi. Infatti, dopo il 27 maggio, a Jeddah è stata ribadita l'assoluta consonanza della Ue con le scelte saudite in Siria, Libia, Yemen. I massimi responsabili degli esteri torneranno a vedersi con i i sauditi, il 18 di luglio: "buone pratiche" per buoni amici. Tuttavia falsificare la realtà per preservare le alleanze, non fa nascere né la libertà né la democrazia ma sancisce la morte dei principi stessi. La collettività però esige che le azioni politiche siano etiche.

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COMMENTI
20/06/2016 - ARTICOLO IN QUESTIONE (Maria Elena Petrazzini)

Ora che forse qualcosa si muove in ritirata dell'ISIS, ecco che torna la storia del mirino degli Usa ancora di nuovo su Assad. Ma sono così testardi da non capire, come hanno fatto in Libia con Gheddafi, così in Iraq con l'altro eliminato e poi si è visto cosa è successo? Se eliminano Assad, che proposta hanno di persona valida ed accettata da tutti da mettere al suo posto? Loro sono là lontano in America ed Obama ormai sta scadendo, ma pare sia cocciuto più di un mulo con la storia di voler eliminare Assad. Di fatto solo agenzia Fides ha parlato delle proposte di questo su nuove prospettive in Siria... In questo ultimo periodo solo la Russia si è mossa... Solo armi e soldi hanno in testa i "Signori del vapore", come si diceva una volta e fanno rabbrividire nella loro becera testardaggine. Grazie per accettare mio commento. Mariele