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LIBIA/ Micalessin: mentre l’Italia dorme Francia e Regno Unito ci fanno le scarpe

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Gli Stati Uniti non hanno nessun interesse strategico in Libia se non quello di contrastare l’espansione dello Stato Islamico. Il Regno Unito ha invece degli interessi più strategici, in quanto da sempre mira allo sfruttamento dei giacimenti di petrolio attraverso British Petroleum. La stessa Francia è ben presente e ha interessi soprattutto in Cirenaica, in concorrenza diretta con l’Italia. Parigi e Roma hanno visioni contrastanti nel senso che la Francia è il principale sostenitore del generale Khalifa Haftar, braccio militare del governo di Tobruk, mentre l’Italia lo sta contrastando.

 

Le divergenze tra Francia e Italia nascono dagli interessi petroliferi o da altri fattori?

Queste divergenze sono legate a interessi petroliferi e strategici. Per quanto riguarda lo sfruttamento del petrolio, il nostro Paese ha avuto da sempre una presenza egemone in Libia e Parigi ambisce a prendere il nostro posto, come si è visto già nel 2011. Dal punto di vista strategico la Francia sta cercando di occupare il nostro posto al fianco dell’Egitto.

 

In che modo?

La Francia appoggia il generale Haftar, che è un alleato del presidente egiziano Abdelfattah Al-Sisi, mentre l’Italia si è schierata apertamente con il governo di unità nazionale scelto dalle Nazioni Unite. Gli interessi della Francia in Libia riguardano inoltre soprattutto il controllo delle frontiere con Niger e Mali. Parigi quindi è più chiaramente interessata a tutto ciò che si muove nella parte meridionale dell’Africa e non solo nel Nord.

 

(Pietro Vernizzi)



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