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BUFALA BREXIT?/ Il giurista: Gran Bretagna e Ue: dirsi addio è facile, farlo un po' meno

David Cameron si dimette (Infophoto) David Cameron si dimette (Infophoto)

Quali dunque gli scenari? Sul piano interno, il primo ministro Cameron ha per ora rinviato l'avvio formale dei negoziati previsti dall'art. 50 TUE ad ottobre, quando avranno effetto le sue dimissioni e, verosimilmente, l'insediamento del suo successore. Fra le più complesse questioni da affrontare, certamente la prevalenza del "no" alla Brexit in Scozia (che potrebbe chiedere un nuovo referendum sulla propria uscita dal Regno Unito) e nell'Irlanda del Nord (le cui ragioni storiche o geografiche domandano particolare attenzione nella regolamentazione dei rapporti con l'Ue, a cominciare dalla circolazione delle merci e delle persone al confine con l'Irlanda).  

Sul piano dei rapporti con l'Ue è anzitutto da vedere se e quale effetto domino potrà verificarsi in Paesi come la Danimarca, ma non solo. Quale interlocutore troverà poi il governo del Regno Unito al momento della effettiva negoziazione dell'accordo di recesso? La risposta è tutt'altro che scontata per le sempre più gravi divergenze fra i membri dell'Unione a fronte delle ormai ricorrenti crisi/emergenze, siano esse di natura economica, terroristica o migratoria.

I Paesi terzi stanno con il fiato sospeso per l'instabilità dei mercati finanziari e monetari e i possibili rischi per gli investimenti, ma certamente qualcuno (Russia) ha già tirato un respiro di sollievo.

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