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DALLA GRECIA/ Le nuove "utopie" di Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Lo si è notato lo scorso fine settimana, durante la riunione della Commissione Centrale di Syriza, la quale, all'unanimità, ha approvato la proposta che il governo presenti in Parlamento la nuova legge elettorale che prevede il proporzionale (con soglia al 3%) e il voto ai diciassettenni. Per inciso, va ricordato che dal 1974 a oggi la legge elettorale è stata modificata ben sette volte. Questa sarebbe l'ottava, qualora questa nuova proposta raccogliesse i 200 voti che permetterebbero alla nuova legge di entrare in vigore già alle prossime elezioni. Per tradizione, la legge è stata modificata dal governo ogni volta che questi era sicuro che le successive elezioni le avrebbe perse. Caso perverso nel 1989, quando Andreas Papandreou varò una legge che premiava il secondo partito a scapito del primo. Difficile comunque per Tsipras trovare i 200 voti, a meno che non accetti anche quelli dei neo-nazisti. 

Le ragioni di questa scelta? Syriza si è sempre dichiarato a favore del proporzionale, di conseguenza questa scelta sarà un ottimo collante per i "compagni". Il presidente di un piccolo partito ha sostenuto che "Tsipras vuole che la Grecia venga governata da alleanze politiche". Eppure ai governi "multicolore" il Paese è sempre stata allergico. Parecchi analisti, invece, sostengono che, dati i sondaggi, Syriza, che sarebbe in calo, non ha alcuna intenzione di uscire dalle stanze del potere. 

Un'ovazione ha raccolto la proposta di Tsipras alla Commissione Centrale, la quale, nel documento finale scrive "che il Memorandum che applica il governo non è una 'proprietà' di Syriza". Dal palco, il primo ministro, a proposito di Brexit, si è scagliato contro la Germania, la politica dell'austerità e i leader europei che hanno indotto la crisi europea. Dimenticandosi comunque che soltanto un anno fa fu lui a mettere in crisi l'Europa. Nei corridoi dell'albergo, comunque, nessun ministro si è azzardato a fare previsioni sulle conseguenze del voto inglese. Questa "lezione" servirà ad allentare la pressione sulla Grecia, oppure, superato lo scoglio, Atene resta un problema che deve essere risolto: in che modo? Applicando alla lettera i diktat della Troika. Che poi è quanto hanno ribadito i suoi rappresentanti durante un convegno. Di più: il presidente dell'Esm, Klaus Regling, ha affermato che i sei mesi di Varoufakis sono costati alla Grecia 100 miliardi, cioè a dire 10.000 euro a cranio.

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