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VISTO DA LONDRA/ Le conseguenze del "terremoto Brexit"

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Hetal Mehta e Christopher Jeffery, economisti di Legal and General Investment Management, scommettono su questo secondo scenario e prevedono una recessione in UK nella seconda metà del 2016. Di conseguenza, la Bank of England non alzerà i tassi. Al contrario, il suo obiettivo sarà quello di aiutare l’economia in questo periodo di aggiustamento. “Non ci aspettiamo che i tassi d’interesse diventino negativi come in Europa, ma un piccolo taglio dei tassi con l’aggiunta del Quantitative easing sono una risposta probabile, insieme a misure volte a facilitare il credito e la liquidità,” dicono gli economisti.

Il referendum ha inferto un colpo micidiale a una già traballante Unione europea, con conseguenze imprevedibili. Il divorzio della Gran Bretagna dall’Europa potrebbe fare da catalizzatore per una maggiore integrazione del continente, ma potrebbe anche rafforzare il sentimento anti-Ue presente in altri paesi. “Molto dipenderà da come il dibattito politico europeo risponderà alla Brexit nei mesi a venire,” dicono Mehta e Jeffery.

Questo timore è condiviso da molti altri investitori. David Lloyd, head of institutional portfolio management, fixed income, di M&G Investments, dice che è improbabile che l’incertezza politica ed economica resti circoscritta al Regno Unito. “Ci sono già indicazioni sul fatto che i partiti euroscettici in Europa si sentono rafforzati dal risultato del referendum,” aggiunge.

“Da una prospettiva d’investimento ci vorranno settimane o mesi prima che si comprendano pienamente le implicazioni [di Brexit]”, dice Edward Bonham Carter, vice chairman di Jupiter Fund Management, aggiungendo che durante questo periodo di incertezza gli investitori dovranno essere preparati al rischio di un livello di volatilità sui mercati finanziari addirittura maggiore di quanto visto finora dalla fine della crisi finanziaria del 2008-2009. Tuttavia, la storia insegna che i mercati hanno vissuto altre volte simili shock, ma si sono ripresi. “Le aziende continuano a fare commercio e a fare profitti e quindi i mercati azionari tendono a risalire sul lungo periodo,” aggiunge Bonham Carter.

Marino Valensise, head of multi asset and income di Baring Asset Management, condivide l’ottimismo sull’azionario. “Una sterlina più debole andrà, nel lungo periodo, a favore delle aziende multinazionali che vedranno i loro profitti aumentare”, dice. “Guarderemo con interesse alle compagnie quotate sul FTSE 100.”

Per Valentijn van Nieuwenhuijzen, Head of Multi Asset di NN Investment Partners, è impossibile sapere quanto durerà l’agitazione dei mercati. “Molto dipende da come reagiranno le banche centrali”, dice. “Questo risultato potrebbe portare ulteriore Quantitative easing”. 

Gli occhi degli investitori sono puntati anche sugli Stati Uniti, dove si attendono le elezioni presidenziali e le prossime mosse della Fed.

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