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KAMIKAZE IN CHIESA/ Eid: così gli attentati dell'Isis "rafforzano" i cristiani

Pubblicazione:mercoledì 29 giugno 2016

Abu Bakr al Baghdadi (LaPresse) Abu Bakr al Baghdadi (LaPresse)

“L’Isis ha compiuto due grossi attentati con ben otto kamikaze in un piccolo villaggio del Libano con l’obiettivo di spaventare i cristiani che ci vivono, ma il risultato che hanno ottenuto è quello opposto. I cristiani non solo non scappano ma stanno tornando dalla capitale al confine per difendere le loro terre”. Lo evidenzia Camille Eid, intellettuale libanese residente in Italia e giornalista di Avvenire, dopo che due attentati kamikaze di seguito sono stati organizzati nel villaggio cristiano di Al Qaa, nella zona nord-orientale del Paese al confine con la Siria. La prima ondata di attentati ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 15. La seconda ondata è avvenuta in una chiesa durante i funerali delle vittime del primo attacco. Per Camille Eid, “lo Stato Islamico sta mettendo in atto il colpo di coda dello scorpione. Poiché sta perdendo terreno dal punto di vista militare, nel solo mese di maggio 2016 ha organizzato 119 attentati, oltre la metà di quelli messi in atto in tutto il 2015”.

 

Qual è la logica di questa ondata di attentati che ha colpito due volte lo stesso villaggio?

Due volte nello stesso giorno, e la cosa strana è che le menti dell’attacco hanno utilizzato otto kamikaze, se non di più, per colpire un villaggio di modeste dimensioni come Al Qaa.

 

Perché colpire un villaggio insignificante?

In realtà Al Qaa pur essendo piccolo non è affatto insignificante, anzi è un centro ricco di significati simbolici e strategici, in primo luogo perché stiamo parlando di un villaggio cristiano. Naturalmente la sua posizione geografica non l’aiuta perché è vicino alla frontiera siriana. Abbiamo quindi i profughi che fuggono dalla guerra, i gruppi che si contendono il controllo, Hezbollah e l’esercito libanese che cercano di contrastare questi infiltrati.

 

Qual è il valore storico di Al Qaa?

Già prima della guerra era nota la tenacia degli abitanti di Al Qaa nel resistere a tutti i poteri. Il villaggio ha subito anche un famoso massacro a opera dei soldati siriani che all’epoca controllavano quella parte del Libano. La popolazione cristiana di Al Qaa è tradizionalmente armata perché girare senz’armi in questa parte del Libano significa rischiare la vita.

 

Chi c’è dietro a questo attentato?

Non ho ancora visto rivendicazioni da parte dell’Isis, ma al 99% è stato il Califfato e non Al Nusra né altri gruppi. Un fatto che posso dimostrare statistiche alla mano è che nessuna organizzazione terroristica a parte lo Stato Islamico è mai riuscita a raccogliere otto kamikaze per una singola operazione e un obiettivo di questo tipo.

 

Qual è lo scopo dell’Isis?


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COMMENTI
29/06/2016 - Quando la capirete (orazio bacci)

Che c'è di mezzo come sempre l'economia, ma in realtà più che altro è una guerra di re-li-gio-ne!