BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

ISIS/ Tutti i finti nemici di al-Baghdadi & co.

Il sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi (Infophoto)Il sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi (Infophoto)

Qualcosa sembra essere cambiato negli ultimi tempi ed è da vedere se gli attentati dell'Isis in Turchia sono provocati da un cambiamento di atteggiamento di Ankara o da un ampliamento del fronte da parte dello stato islamico.

Anche l'Arabia Saudita si propone come acerrima nemica dell'Isis, ma ha un curriculum accertato di finanziatrice di movimenti estremisti un po' dappertutto nel mondo islamico e la sua stessa versione dell'islam non è poi così diversa da quella del califfato. E la destabilizzazione portata dall'Isis nell'area consente a Riyad di presentarsi come garante dell'ordine nell'area, contrastando sia Turchia che Iran. 

Nell'analisi dei rapporti tra Isis da un lato e Turchia e Arabia Saudita dall'altro, si inserisce un ulteriore elemento: la pretesa di rappresentare il fattore autentico di unità del mondo islamico, meglio sunnita, nella regione. Se l'Arabia Saudita si fa forte della sua veste di custode dei luoghi santi dell'islam, Mecca e Medina, e la Turchia di Erdogan si rifà alla funzione unificante dell'Impero ottomano, l'Isis torna alle origine dell'islam politico e religioso autoproclamandosi califfato. Non a caso, all'epoca di questa proclamazione, un'autorità religiosa turca dichiarò che la ricostituzione del califfato poteva avvenire solo in Turchia, dove venne abolito nel 1924 da Atatürk. Questa è forse la vera battaglia in corso, la ricostituzione di un'unità politico-religiosa del mondo sunnita mediorientale, di cui l'Isis è solo la causa scatenante, utile a ciascuno dei contendenti per il raggiungimento del risultato, a patto che non diventi troppo pericoloso.

Anche in questa luce, la decisione dell'Ue risulta drammaticamente disastrosa, avventata, succube o cinica che sia.

© Riproduzione Riservata.