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ATTENTATI A ISTANBUL/ Waqqaf: il doppio gioco di Erdogan fa infuriare anche l'Isis

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I parenti delle vittime (LaPresse)  I parenti delle vittime (LaPresse)

La Turchia non intende frenare o distruggere l’Isis, anche se abbiamo visto che nel Nord di Aleppo ha aiutato i suoi alleati più stretti a sottrarre dei territori al califfato. Fatto sta che la principale preoccupazione della Turchia è l’influenza in espansione dei curdi nel Nord-Est della Siria, e l’Isis è proprio ciò che consente di impedire che ciò avvenga. L’atteggiamento della Turchia quindi non è ancora chiaro, e dovremo attendere per vedere come si svilupperà.

 

E’ per questo che la Turchia non compie azioni militari dirette in Siria?

Il punto è che per giocare un ruolo militare più diretto in Siria, la Turchia non può muoversi da sola senza l’approvazione della Nato. Un intervento di Ankara potrebbe provocare delle reazioni di Siria, Russia e Iran. La Turchia preferisce quindi intervenire in modo indiretto attraverso degli altri attori come Al Qaeda, Isis, Jabhat al-Nusra e gli altri gruppi affiliati.

 

(Pietro Vernizzi)



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