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ISRAELE E PALESTINA/ A Parigi si mette alla prova la buona (o mala) fede di Netanyahu

Pubblicazione:sabato 4 giugno 2016

Benjamin Netanyahu (Infophoto) Benjamin Netanyahu (Infophoto)

L’idea di Israele è che, se mai dovesse nascere, il futuro Stato palestinese dovrebbe sottostare a due condizioni. La prima è che ci deve essere contiguità tra Israele e i grandi blocchi delle colonie. La seconda è il totale controllo del territorio e della valle del Giordano da parte dello Stato ebraico.

 

Il piano arabo è compatibile con i colloqui di Parigi?

Di fronte al rifiuto israeliano di partecipare agli incontri di Parigi, una parte della diplomazia europea pensa di fare riferimento nelle conclusioni del vertice proprio al piano arabo. Come in una partita a poker, in questo modo la diplomazia europea chiederebbe a Netanyahu di mostrare fino in fondo quanto aderisca realmente al piano arabo stesso.

 

In che senso?

A Parigi si pensa che Netanyahu sarà presto chiamato a definire quale sia la sua disponibilità reale ad accettare uno Stato palestinese sui vecchi confini del ’67, o se al momento della trattativa non si ritorni alle due condizioni poste finora da Israele che in qualche modo hanno ucciso ogni ipotesi di trattativa di pace. Quello che ne uscirebbe sarebbe infatti uno Stato palestinese a macchia di leopardo, spesso senza un minimo di continuità territoriale dal nord al sud.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
04/06/2016 - Continuità territoriale (Giuseppe Crippa)

Anche gli USA sono uno Stato a macchia di leopardo, senza continuità territoriale (vedi Alaska e Isole Hawaii).