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ISIS/ Il doppio gioco di Erdogan al confine siriano

Recep Tayyip Erdogan (Infophoto) Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)

Successivamente, quando gli Usa hanno chiesto alla Turchia di sigillare le frontiere Erdogan non lo ha fatto, anzi, ha attaccato le forze curde che cercavano di farlo al suo posto: Ankara non ha mai consentito l'accesso di forze curde nella zona zona compresa da Azaz a Jaralabus, giustificata come "zona cuscinetto" necessaria per "la sua sicurezza". In realtà tale zona è stata costituita per ostacolare la liberazione di Aleppo e della Siria del nord. In sostanza, è indispensabile per l'infiltrazione/esfiltrazione dei terroristi. Tale direttiva è stata utilizzata per lucrare del passaggio del petrolio dello stato islamico verso le sue raffinerie (la Cnn ha realizzato un video che dimostra tali traffici, si chiama Turkey’s secret jihadi smulggling route).

Allo scopo di occultare la verità, il presidente turco ha imprigionato numerosi giornalisti suoi concittadini che hanno provato il passaggio di armi e militanti da e verso la Siria (sono stati imprigionati anche i loro avvocati e le guardie di frontiera che hanno deposto). Ufficialmente la Turchia dice di appoggiare solo il gruppo Ahrar al-Sham ma non è così, le armi una volta varcato il confine vengono suddivise tra le varie milizie secondo accordi tra loro intercorsi. Questi traffici vengono effettuati su tutto il confine turco eccetto le zone in mano ai curdi nella regione di Rojava.

Per queste ed altri ragioni i rapporti di Ankara con l'Europa e gli Usa si stanno gradatamente deteriorando: se la Turchia non viene ufficialmente additata come una dittatura è solo per il pragmatismo americano ed europeo.

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