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ATTENTATO A ISTANBUL/ Waqqaf: sull'autobomba ci sono le "impronte" del Pkk

Pubblicazione:mercoledì 8 giugno 2016

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Non lo sappiamo. Ciò che conosciamo è che c’era stato un deteriorarsi dei rapporti tra luglio e agosto dell’anno scorso, quando la Turchia aveva unito le sue forze con quelle degli Stati Uniti consentendo agli americani di usare le sue basi per lanciare degli attacchi contro l’Isis. Da allora si sono verificati alcuni attentati suicidi, che vanno interpretati come una sorta di avvertimento da parte dell’Isis in modo da spingere Erdogan a non aderire completamente alla linea di Washington.

 

Quindi che cosa è successo?

La decisione degli Stati Uniti di armare i miliziani curdi ha creato molti mal di pancia nel governo turco, che nello stesso tempo sta continuando a consentire il transito ai guerriglieri dell’Isis attraverso il suo territorio. Non si capisce quindi perché nelle ultime settimane dovrebbe esserci stato un qualche motivo di scontro tra Turchia e Isis tale da avere portato a questo attentato.

 

All’origine di questo attentato ci potrebbe essere anche la politica di Erdogan al confine tra Siria e Turchia?

Difficile dirlo. Ciò che vuole Erdogan è avere la maggiore influenza diretta possibile nella crisi siriana attraverso l’Esercito Siriano Libero, con il quale vuole rimanere in stretto contatto. L’obiettivo principale della Turchia nella zona a Ovest di Jarabulus è quella di creare una zona cuscinetto sotto la sua diretta gestione.

 

Ciò può avere toccato interessi dei curdi o dell’Isis?

In quest’area però non ci sono elementi curdi, mentre il controllo è in mano all’Isis. L’esercito Siriano Libero però è molto debole e non è stato in grado di contrastare l’Isis. La decisione di Erdogan di non consentire ai miliziani curdi di entrare in questa zona di fatto indirettamente ha rafforzato l’Isis che ha potuto beneficiare di un rifugio sicuro.

 

Che cosa è successo dall’inizio della cessazione delle ostilità?

Dall’inizio della cessazione delle ostilità, la Turchia ha iniziato a sostenere direttamente i ribelli armati contro l’Isis. Ha creato così un movimento per creare fisicamente questa zona cuscinetto. Ankara ha fornito l’artiglieria, l’intelligence, gli ufficiali che dirigono le operazioni, eppure gli avanzamenti sul terreno non sono riusciti. La Turchia ha sottratto alcuni territori e cittadine all’Isis, che poi sono ritornate nelle mani dell’Isis e quindi di nuovo della Turchia.

 

(Pietro Vernizzi)



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