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Esteri

ATTENTATO A ISTANBUL/ Waqqaf: sull'autobomba ci sono le "impronte" del Pkk

Per AMMAR WAQQAF, la tipologia dell'attacco, come pure il fatto che non si sia trattato di un kamikaze, indicano che a compierlo potrebbero essere stati i curdi del PKK 

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Ieri un’autobomba esplosa vicino a un autobus della polizia nel centro di Istanbul ha provocato almeno 11 vittime e 36 feriti. L’esplosivo contenuto in un’auto parcheggiata è stato fatto detonare in remoto nel momento in cui la navetta della polizia passava attraverso lo storico quartiere di Beyazit nell’ora di punta. La strage al momento non è stata rivendicata. Si tratta del quarto attentato a Istanbul dall’inizio dell’anno, e altri simili sono avvenuto ad Ankara. Per Ammar Waqqaf, attivista siriano residente a Londra e direttore di Gnosos, “la tipologia dell’attentato riconduce ai curdi del PKK. Nelle ultime settimane a livello politico e militare non si è verificata nessuna rottura tra la Turchia e i vertici dell’Isis tale da fare pensare che si sia trattato di un attentato jihadista”.

Waqqaf, chi c’è dietro a questo ennesimo attentato?

La tipologia dell’attacco, come pure il fatto che non si sia trattato di un kamikaze, indicano che a compierlo potrebbero essere stati i curdi del PKK, anche se non ci sono conferme. In passato il PKK ha già organizzato attacchi contro le forze della polizia, come ritorsione contro l’oppressione turca.

A che cosa si riferisce quando parla di oppressione turca?

Negli ultimi nove mesi il governo di Ankara ha compiuto operazioni militari nelle zone curde. Alle elezioni del 7 giugno di un anno fa, l’AKP risultò sconfitta e il partito curdo HDP ottenne il 30% dei voti. Il partito di Erdogan decise quindi di giocare sull’elemento nazionalista e riprese a demonizzare i curdi dopo due o tre anni di negoziati. Il PKK è solito condurre delle ritorsioni dirette per questa campagna militare.

Ci sono anche elementi che potrebbero ricondurre all’Isis?

Sì. Il fatto che a essere stata colpita sia una zona turistica di Istanbul assume un altro significato, in quanto riconduce all’Isis.

E’ possibile che l’Isis abbia colpito la Turchia per un deteriorarsi dei rapporti tra le due entità?

La Turchia e l’Isis non sono nemici, ma coabitano e collaborano talvolta anche in modo diretto. Ankara ha consentito ai combattenti e alle armi di attraversare i suoi territori per raggiungere le aree dell’Isis. Questo è il motivo per cui, quantomeno per il momento, l’Isis non considera la Turchia come un obiettivo primario. D’altra parte Erdogan ritiene che l’Isis non sia una minaccia in quanto è troppo radicale, mentre la gente turca si identifica con una forma di islam più moderata.

Negli ultimi mesi le relazioni Isis-Turchia sono rimaste positive?