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LIBIA/ Jean: Al Sarraj sempre più isolato, con lui solo l'Italia

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Fayez al-Sarraj (LaPresse)  Fayez al-Sarraj (LaPresse)

Molto verosimilmente sarà una soluzione obbligata. Ad anticiparla era stato l’ex ad di Eni, Paolo Scaroni, quando aveva affermato che il caos è tale che per semplificare la situazione occorre dividere in due il Paese.

 

L’embargo sull’invio di armi nel frattempo è stato violato più volte. Che senso ha?

L’embargo ha validità finché viene rispettato. A lasciare perplessi è piuttosto il fatto che la Turchia rifornisca di armi sia Tobruk sia Misurata.

 

Anche Erdogan fa il doppio gioco?

Sì, tutti quanti si mantengono in una posizione fluida in modo tale da adeguarsi all’evoluzione della situazione.

 

Lei quale evoluzione si aspetta?

Prima o poi la situazione si sbloccherà, anche perché prima o poi i libici avranno bisogno di soldi. Mentre con l’attuale caos le risorse energetiche non possono essere utilizzate.

 

A quel punto chi vincerà, Haftar o Al-Sarraj?

La mia previsione è che vinca Haftar e che Al-Sarraj perda. Ma questo non andrà a svantaggio di Tripoli e Misurata, dove vivono i due terzi della popolazione, quella più evoluta e con maggiori competenze tecnologiche. La Tripolitania ha sempre avuto un potere molto forte, e di conseguenza si andrà verso un accordo per la spartizione.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/07/2016 - Speriamo in quanto descritto da Jean (ALBERTO DELLISANTI)

Due considerazioni. La prima riguarda il ricorrente, genetico, doppiogiochismo del satrapo turco Erdogan (sultano in pectore nella sua testa). E riguarda l'amicizia (per l'Italia) de la France, di United Kingdom, e degli USA, per quanto attiene alla Libia. A partire dal malefico 2011 da loro consumato nei cieli e sulle terre e gli umani di Libia, fino ai giorni nostri. E' una barzelletta, sia pulita, netta, sia sporca, eh sì sporca. La seconda riguarda il richiamo del Generale Jean all'intervista di valore rilasciata dall'ex numero uno di ENI Scaroni, non molto tempo fa, al Corriere. Scaroni "auspicava" (preconizzava) con cognizione di causa il separarsi di Cirenaica e di Tripolitania. Penso a ieri, all'articolo di Paolo Annoni sull'imbecillità (Renzi dove sei?) di vendere ENAV, e sul sospetto che altrettanto possa succedere a ENI. Il know how di ENI, tecnologico, e politico culturale, è gigantesco. Ma è vero che pure il M5S (in crescita di statura) si si accoderebbe all'eventuale decisione folle di vendere ENI? Di venderla per quello che sarebbe un piatto di miserabili lenticchie, rispetto al privarsi di una Azienda di cui nessun altro Paese al mondo si priverebbe? E con ciò facendo un enorme regalo (qualunque fosse il prezzo di vendita) al fortunato vincitore di questa lotteria che sbancherebbe l'Italia? Davvero i Renzi e i Di Maio si assomiglierebbero nel poter fare di questo Paese terra di camerieri e sudditi per Berlino Londra Parigi?