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THERESA MAY/ Gli ostacoli già pronti per l'erede di Cameron (e della Thatcher)

Pubblicazione:martedì 12 luglio 2016

Theresa May (Lapresse) Theresa May (Lapresse)

Qualcuno ha detto che l'establishment è una macchina talmente sofisticata che non c'era modo per la Leadsom di avanzare. Insomma, c'è chi vede in tutta la vicenda una ben architettata cospirazione. Pianificazione o semplicemente passi falsi da parte di una politica relativamente inesperta? 

"Sono onorata e accetto con umiltà" di succedere a David Cameron, ha dichiarato la May, seconda donna primo ministro in Gran Bretagna dopo Margaret Thatcher. Sicuramente la May ha il sostegno della maggioranza dei parlamentari Tories. Ma resterà sempre il dubbio su quale delle due donne sarebbe caduta la scelta della base dei Tories se ci fosse stato il voto per il ballottaggio. 

I pareri di coloro che conoscono la May sono concordi sulle qualità politiche (ha guidato il ministero dell'Interno dal 2010), sull'etica di lavoro e sulla sua capacità di unire. Lei, nel suo messaggio, ha detto che il Paese ha votato per il cambiamento e che bisogna lavorare per un governo conservatore più vicino ai lavoratori e per un Paese "non per pochi privilegiati" ma per tutti. Per fugare i dubbi di coloro che non credono alla sua determinazione di portare la Gran Bretagna fuori dall'Ue, ha ripetuto che "Brexit vuol dire Brexit" e che non ci sarà un nuovo referendum. 

Ora l'aspetta l'arduo compito di cercare di unire un Paese diviso. E un partito conservatore che ha già mostrato le sue molte crepe e divisioni. Il problema di Theresa May è che è vista da molti come espressione dell'establishment. Formata a Oxford, in politica da anni, vicina a David Cameron e parte di quella elite che il voto del referendum ha voluto punire.



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