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Esteri

TOTO-GOVERNO/ La May presenta la sua squadra: Hammond "in pole" per lo Scacchiere

Theresa May all'esordio: frenetiche trattative per il gabinetto. Philip Hammond potrebbe traslocare dal Foreign allo Scacchiere per guidare i negoziati post-Brexit. di CRISTINA BALOTELLI

Theresa May, nuovo premier britannicoTheresa May, nuovo premier britannico

Nel giorno in cui Theresa May assumerà ufficialmente l’incarico di primo ministro, David Cameron terrà il suo ultimo discorso da premier ai Commons prima di recarsi dalla regina per le dimissioni. Ieri è cominciato il trasloco dal numero 10 di Downing Street.

La May ha davanti ore di incessante attività per formare il nuovo governo. In serata potrebbe rendere note alcune importanti nomine. Secondo il Telegraph, quasi la metà dei suoi ministri saranno donne.

Si attendono promozioni per Amber Rudd, attuale ministro per l’energia e il cambio climatico, e Justine Greening, ministro dello sviluppo internazionale. Entrambe sono alleate e supporters della May. La Rudd viene indicata come possibile ministro dell’interno.

Ma la May dovrà conciliare le due anime Tory, sostenitori di Brexit e non, con nomine trasversali. Incarichi chiave potrebbero essere assegnati ai Brexiteers che si erano candidati alla leadership ma la cui corsa è stata fermata da un numero insufficiente di voti: Michael Gove, attuale ministro della giustizia, e Liam Fox, ex ministro della difesa.

Un altro Brexiteer, Chris Grayling, manager della campagna della May e sostenitore del fronte Leave, potrebbe ottenere un ruolo importante.

Boris Johnson, ex favorito alla leadership, potrebbe essere nominato presidente dei conservatori al posto di Andrew Feldman, amico di lunga data di Cameron.

Priorità della May, secondo il quotidiano economico Financial Times, sarà nominare un cancelliere che sappia calmare i mercati dopo il voto per la Brexit. Da più parti fanno il nome del ministro degli esteri Philip Hammond. Ma Hammond è un falco in politica fiscale, e questo poco si concilia con l’obiettivo della May di allentare l’austerità imposta da George Osborne. E Andrea Leadsom? Si dice che potrebbe piacere alla City. Dopo il suo ritiro dalla corsa per diventare primo ministro, la May ha lodato il suo agire “con dignità”. Ci sarà una ricompensa per la Leadsom? E’ probabile.