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GEO-POLITICA/ Le ipocrisie sull'attentato a Nizza

Pubblicazione:sabato 16 luglio 2016 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 20 luglio 2016, 18.18

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Sono fratelli da aiutare, forse? No, è gente che la guerra non l'ha mai vista nemmeno in fotografia, sono migranti economici che scappano perché sanno che qui vengono a fare la bella vita, protetti dalle varie Boldrini e don Albanesi di turno. Dall'Eritrea scappano per non fare il servizio militare e, infatti, arrivano qui giovani e in forze: non vanno aiutati, vanno rispediti a casa loro come fanno i Paesi civili. Abbiamo 4,6 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà, come ha certificato l'altro giorno l'Istat: a loro cosa diciamo, che dobbiamo aiutare prima le "risorse"? Gente sbattuta per strada dalla crisi, che fino a pochi anni fa aveva una famiglia, una casa e ora invece vive magari in automobile, dopo aver pagato le tasse per 20 anni: loro non hanno diritti? Li vedete quotidianamente, se vivete vicino alle mense della Caritas, sono quelli con lo sguardo basso per la vergogna, non quelli che improvvisano blocchi stradali perché il wi-fi è lento o gli spaghetti non sono al dente o non arrivano i soldi per le sigarette. 

Avete ancora molta voglia di farvi prendere in giro? Perché guardate che di tempo non ne rimane ancora molto prima che non ci sia più niente da fare: l'instabilità e il caos, una volta divenuti legge, non sono né abolibili, né emendabili. Non siete stanchi di ipocrisia? Qualche esempio? Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, «in nome del popolo americano, condanna nei termini più forti il terribile attacco terroristico. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle famiglie delle vittime. Ho dato ordine alla mia squadra di restare in stretto contatto con le autorità francesi e ho offerto tutta l'assistenza di cui possono aver bisogno per portare i responsabili davanti alla giustizia. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla Francia, il nostro più antico alleato, affinché risponda e si riprenda da questo attacco». 

Che belle parole, vero? Peccato che l'Isis sia una creatura del Dipartimento di Stato e dei vari McCain di questo mondo, sono i fatti a dimostrarlo, non le congetture complottiste. D'altronde, le cose stavano normalizzandosi in Siria, era anche scoppiata la pace tra Putin ed Erdogan: toccava mettere un po' di pepe nella vicenda, altrimenti sai che noia. E, soprattutto, sai che figura vedere Putin uscire vincitore e Assad restare al potere. E ancora: «La Germania è al fianco della Francia nella lotta al terrorismo. E sono convinta che malgrado tutte le difficoltà vinceremo questa battaglia», ha dichiarato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Ulan Bator, in Mongolia, dove si trova in visita di Stato. Belle parole, peccato che l'altro giorno, parlando a un convegno della CDU nell'ex Germania Est, la stessa Merkel abbia dovuto dire dell'altro. Ovvero, che l'Isis ha sfruttato il flusso di migranti per infiltrare suoi uomini in Europa. 

Di fatto, la Merkel ha le mani sporche di sangue, le piaccia o meno. Viviamo in un mondo dove i nostri presunti alleati nella guerra al terrore addestrano, finanziano e armano quelli che poi si fanno esplodere in giro per il mondo: perché nella loro perversa logica di potere, se un tagiko si fa esplodere nel Caucaso o nella metrò di Mosca è un combattente per la libertà, se lo fa in Siria in chiave anti-Assad è un "ribelle moderato", se invece va fuori controllo e fa danni a Dallas o Parigi allora - e solo allora - diventa un terrorista da combattere. E se la smettessimo di destabilizzare, non sarebbe un primo passo? E se la smettessimo di accogliere chi sputa sui nostri valori, non sarebbe un primo passo? E se chiedessimo a chi è già qui di conformarsi alle nostre leggi, non sarebbe un primo passo per evitare di vedere bambini stesi sull'asfalto di Nizza? 


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COMMENTI
16/07/2016 - Questo governo che non vuole fare i “primi passi” (Giuseppe Crippa)

Mille volte meglio che sia la forza pubblica ad imporre il rispetto delle regole che dei privati esasperati. Ricordiamoci anche di questo ogni volta che andremo a votare nei prossimi mesi, anche se l’oggetto del voto sembra diverso. Sostenere questo governo votando al referendum come chiede, avrà l’effetto di mantenere al potere un governo che non vuole fare i “primi passi” di cui parla con coraggio e franchezza Bottarelli, che ringrazio ancora una volta.