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Esteri

GEO-POLITICA/ Le ipocrisie sull'attentato a Nizza

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Lo so, ciò che dico è in contrasto con ciò che dice la Chiesa, ma non mi interessa: se la Chiesa, Papa in testa, ha deciso di abdicare ai suoi doveri, non è questione che possa tangere le mie aspettative, né le mie reazioni. Siamo in guerra ed è una guerra contro un esercito fantasma, senza divisa, né mostrine. Un esercito di vigliacchi che ti investe con un tir o ti fa esplodere in metropolitana, ma noi stiamo ancora qui a fare i distinguo, cerchiamo di dividere, parliamo di islam moderato: avete sentito un solo leader di Stato islamico dire una parola su Nizza? Io sì, si chiama Bashar al-Assad, il quale sa come si trattano i terroristi e che in tempi non sospetti aveva detto queste parole: «Il terrorismo non si fermerà, verrà esportato in Europa attraverso l'immigrazione illegale». Ma si sa, Assad è antipatico a Washington, non si può certo dargli ragione. Almeno, non in pubblico. 

E, poi, fateci caso: nessuno dei nostri politici ha parlato di islam, in riferimento ai fatti di Nizza. Lo stesso la grande stampa, la quale in alcuni casi titolava "Tir sulla folla, strage a Nizza", quasi si volesse circoscrivere l'accaduto a un ambito di urbanistica, un tragico incidente stradale. E, guarda caso, l'attentatore di colpo si scopre essere un violento, con precedenti e depresso da quando la moglie aveva avviato la causa di divorzio: proprio come l'attentatore del locale gay di Orlando, divenuto nell'arco di un giorno egli stesso gay e con problemi psichici e di mitomania, nonostante avesse rivendicato l'atto come affiliazione all'Isis. Nel caso di Jo Cox, invece, visto che l'attentatore era inglese e bianco, ci si dimentica dei suoi conclamati problemi psichici passati e si sposa subito la pista del razzista e xenofobo, perché fa comodo e la Boldrini dedica alla deputata uccisa anche la Commissione di studio su razzismo e odio. Negano la realtà, ma la realtà è testarda. 

Karl Popper diceva che «la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza». Non vi pare che faccia al caso nostro, questa frase? Quanto avete ancora voglia di tollerare? Guardatevi allo specchio e rispondetevi con sincerità. 

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COMMENTI
16/07/2016 - Questo governo che non vuole fare i “primi passi” (Giuseppe Crippa)

Mille volte meglio che sia la forza pubblica ad imporre il rispetto delle regole che dei privati esasperati. Ricordiamoci anche di questo ogni volta che andremo a votare nei prossimi mesi, anche se l’oggetto del voto sembra diverso. Sostenere questo governo votando al referendum come chiede, avrà l’effetto di mantenere al potere un governo che non vuole fare i “primi passi” di cui parla con coraggio e franchezza Bottarelli, che ringrazio ancora una volta.