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GEO-POLITICA/ Le "manovre sospette" intorno alla Turchia

Pubblicazione:martedì 19 luglio 2016

LaPresse LaPresse

Casualmente, infatti, venerdì - tre ore prima della notizia della chiusura dei due ponti sul Bosforo da parte di mezzi militari - gli Stati Uniti avevano finalmente reso pubbliche le 28 pagine secretate del report sull'11 settembre, quelle che mostrano collegamenti degli attentatori con canali e fonti dell'Arabia Saudita. Insomma, Washington taglia di netto il cordone ombelicale che la univa politicamente alla famiglia reale wahabita e salafita e mostra al mondo le sue responsabilità in quello che è, a oggi, il più terrificante attentato della storia moderna. Fuori uno. Poco dopo, l'altro impresentabile sembra destinato a fare una brutta fine e, infatti, Kerry salta subito sul carro dei vincitori laici, i custodi kemaliani della costituzione e della lotta alla deriva islamista di Erdogan. Ma qualcosa va storto, perché nel momento in cui alla sede delle tv di Stato si comincia a sparare e la gente comune si unisce alla polizia per combattere i militari che ne avevano peso il controllo, arriva il dietrofront: Barack Obama, da Washington, fa sapere che «l'America si schiera con il governo legittimo della Turchia». Ovvero con Erdogan, il quale piaccia o meno, lo scorso novembre ha ottenuto la fiducia del 52% dei votanti. 

Cos'è successo nel frattempo? Vista la piega che stavano prendendo gli eventi e avuto ragguagli dall'intelligence, Obama ha voluto evitare figuracce? Probabile, ma il danno ormai era fatto, visto che ristabilito l'ordine, Erdogan ha immediatamente accusato del golpe l'esule islamista Gulen, da anni residente in Massachusetts e chiesto la sua consegna al governo Usa, il quale ha risposto seccamente per bocca dello stesso Kerry: «Ci consegni le prove del coinvolgimento di Gulen nel colpo di Stato». Ma non basta, perché in piena escalation della tensione con Washington, Erdogan ha fatto arrestare un alto generale della base aerea di Incirlik, insieme con altri ufficiali nell'ambito dell'ondata di repressione scatenata in Turchia dopo il fallito golpe. La base aerea, le cui operazioni sono state sospese, è utilizzata dalla coalizione araba a guida americana per colpire in Siria le postazioni dell'Isis. Il generale Bekir Ercan Van è stato interrogato dalla polizia, riferisce il quotidiano Hurriyet: il governo sospetta, ha riferito una fonte anonima, che la base sia stata utilizzata per rifornire un caccia '"dirottato" dai golpisti la notte di venerdì. Vero? Falso? Una cosa è certa: una base strategica per l'aviazione Usa nell'area è stata presa in ostaggio da Erdogan, la sfida a Washington è stata lanciata. 

Di cosa è colpevole Erdogan agli occhi degli Usa? Di una deriva islamista della società secolarizzata da Ataturk? Beh, direi che se è così arrivano con qualche annetto di ritardo gli amici yankees. Oppure di aver fatto pace con Putin dopo l'abbattimento del caccia russo al confine siriano? Avete notate che timing straordinario per questo golpe? Stranamente, poi, nel delirio di dichiarazioni seguite al tentativo di colpo di Stato, ha fatto rumore il silenzio totale di Israele, anch'esso Stato con cui Erdogan aveva appena riattivato i rapporti diplomatici e che, per la prima volta in assoluto, aveva "tradito" gli Usa in fatto di cooperazione militare, siglando un accordo in tal senso proprio con Mosca. 


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COMMENTI
19/07/2016 - Ottimo inizio. E lo sviluppo? (ALBERTO DELLISANTI)

Sinceramente, dice Bottarelli, su quanto accaduto in Turchia la notte del "golpe" non ho affatto le idee chiare. Stimo moltissimo Bottarelli per enne contributi di analisi e informazioni che sa dare. Oggi mi lascia perplesso, con l'elencare motivi a favore di tesi che gli USA siano il regista dietro le quinte del putsch. Kerry che si limita ad "auspicare pace e continuità per la Turchia", dicendolo a golpe fallito. Il silenzio NATO, per ore, in quella notte. Una rabbia degli USA per la distensione cercata da Erdogan con Putin (Ma Erdogan avrà pur capito che non può stare contro tutti...). Infine le foto di golpisti decapitati, forse trucco americano per screditare Erdogan e i suoi. Gli USA screditerebbero il sultano, e rivelerebbero i documenti contro l'Arabia Saudita 2001, per rifarsi una verginità. Concordo sul torto marcio di USA e UE per avere coperto i torti marci di Arabo Sauditi e Qatarioti che hanno diffuso ovunque con montagne di soldi le loro scuole coraniche di matrice wahabita jiadhistica. Oltre a coprire il torto marcio di Erdogan che seppure la Turchia è solo sunnita, e non wahabita, le ha fatto sposare l'estremismo islamico con aiuti e protezione (per divenire a tempo opportuno lo Stato egemone del mondo sunnita in Medio Oriente e Nord Africa). Gli Usa stanno forse capendo che non si può eternamente tenere il piede in due scarpe? Ben venga il rivelare colpe saudite nel 2001 tragico di New York. Ben venga un rapporto critico con Erdogan (capace di tutto).