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Esteri

GEO-POLITICA/ Le "manovre sospette" intorno alla Turchia

Dopo quanto avvenuto venerdì sera, con il tentato golpe ad Ankara, sono tante le domande riguardanti la situazione turca e il futuro di Erdogan. Il punto di MAURO BOTTARELLI

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Sono sincero: su quanto accaduto in Turchia venerdì notte non ho affatto le idee chiare. Però ci sono alcuni punti che voglio sottolineare e portare alla vostra attenzione, perché ritengo siano fondamentali. Primo, la grande stampa, quella autorevole che grida al complottismo non appena qualcuno decide di porsi delle domande rispetto alla versione ufficiale di un fatto, è diventata essa stessa complottista: Erdogan si è fatto il golpe da solo per rilegittimarsi e poter dar vita alle purghe staliniane che sta compiendo tra magistrati, militari e dipendenti pubblici. Insomma, se fa comodo alla causa, il complottismo è legittimo. 

Secondo, nessuno ha posto l'accento sulla cosa forse più importante: l'atteggiamento degli Usa verso la vicenda. Mentre, infatti, il colpo di Stato prendeva forma, la tv russa rimandava le immagini dell'incontro tra Victoria Nuland e John Kerry da una parte e Vladimir Putin e Serghei Lavrov dall'altra, al Cremlino. Un incontro il cui esito è stato definito pessimo da fonti diplomatiche russe: rottura su tutta la linea, dalla Siria al nuovo interventismo Nato nel Baltico. Da più parti si faceva notare che la Nuland, consigliere del Dipartimento di Stato per gli affari euro-asiatici, fosse la vera tessitrice della tela, mentre Kerry si limitava a interpretare il suo ruolo ufficiale. Putin non l'ha mai guardata in faccia, mentre lei enumerava tutto ciò che il cosiddetto Occidente rimprovera al titolare del Cremlino, ma gli sguardi di entrambi erano glaciali: di fatto, la nuova Guerra Fredda è scoppiata. 

C'è un problema, però. Quando lo Stato maggiore dell'esercito turco ha dichiarato di aver preso il controllo del Paese, John Kerry si è limitato a un laconico «gli Stati Uniti auspicano pace e continuità per la Turchia», quasi a voler dire che il governo golpista aveva la legittimazione di Washington, ammesso e non concesso che non si lasciasse andare a un bagno di sangue o a instabilità politica nell'area. Poi, sempre da parte Usa, è cominciata la disinformazione della NBC: prima Erdogan era a Marmaris, poi a Bodrum, poi su un aereo, chiedendo asilo politico in Germania e poi, invece, in volo verso Londra. Dove fosse davvero il presidente turco non si sa, certamente esistono tracciati radar che mostrano il suo aereo in perfetta linea di fuoco di due F-16 dell'aeronautica turca. I quali non hanno fatto fuoco. Di più, a scortare l'aereo presidenziale c'erano altri due F-16, sintomo che anche tra i militari la frattura rispetto alla fedeltà per il presidente era enorme. Ricordatevi una cosa: nessuno può fare un golpe se non ha dalla propria parte, al 100%, le tre forze armate. Nessuno. 

Poi, la CNN turca ha "ospitato" la dichiarazione dal vivo via Periscope dello stesso Erdogan, il quale ha invitato i cittadini a scendere in strada in difesa della democrazia (sigh) e per contrastare l'esercito, schierandosi al fianco della polizia. Cosa, in effetti, avvenuta, sia ad Ankara che a Istanbul. Spesso, con eccessi. Ma qui viene da chiedersi una cosa: sono vere le immagini delle decapitazioni di soldati che sono circolate sulla stampa turca e internazionale o sono dei falsi? Perché si sa, gli Usa hanno deciso di chiudere i conti con gli alleati più scomodi e quindi ogni mezzo è valido, visto che serve indossare la maschera del cavaliere senza macchia e senza paura che lotta contro l'estremismo islamico, dopo averlo usato in chiave destabilizzante fino all'altro giorno. 


COMMENTI
19/07/2016 - Ottimo inizio. E lo sviluppo? (ALBERTO DELLISANTI)

Sinceramente, dice Bottarelli, su quanto accaduto in Turchia la notte del "golpe" non ho affatto le idee chiare. Stimo moltissimo Bottarelli per enne contributi di analisi e informazioni che sa dare. Oggi mi lascia perplesso, con l'elencare motivi a favore di tesi che gli USA siano il regista dietro le quinte del putsch. Kerry che si limita ad "auspicare pace e continuità per la Turchia", dicendolo a golpe fallito. Il silenzio NATO, per ore, in quella notte. Una rabbia degli USA per la distensione cercata da Erdogan con Putin (Ma Erdogan avrà pur capito che non può stare contro tutti...). Infine le foto di golpisti decapitati, forse trucco americano per screditare Erdogan e i suoi. Gli USA screditerebbero il sultano, e rivelerebbero i documenti contro l'Arabia Saudita 2001, per rifarsi una verginità. Concordo sul torto marcio di USA e UE per avere coperto i torti marci di Arabo Sauditi e Qatarioti che hanno diffuso ovunque con montagne di soldi le loro scuole coraniche di matrice wahabita jiadhistica. Oltre a coprire il torto marcio di Erdogan che seppure la Turchia è solo sunnita, e non wahabita, le ha fatto sposare l'estremismo islamico con aiuti e protezione (per divenire a tempo opportuno lo Stato egemone del mondo sunnita in Medio Oriente e Nord Africa). Gli Usa stanno forse capendo che non si può eternamente tenere il piede in due scarpe? Ben venga il rivelare colpe saudite nel 2001 tragico di New York. Ben venga un rapporto critico con Erdogan (capace di tutto).