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STRAGE DI NIZZA/ Così Hollande paga gli attentatori che uccidono in Francia

Tra le macerie di Aleppo (LaPresse) Tra le macerie di Aleppo (LaPresse)

In verità, si direbbe che i tagliagole sono riusciti a fare "un buon lavoro" anche grazie alla Francia: Parigi solo nel 2012 stanziò 1,2 milioni di dollari per finanziare la guerriglia in Siria. E già nel 2013 cominciò a mandare direttamente armi al Free Syrian Army unito ad Aleppo e ad Idlib alle forze fondamentaliste, anche con il parere contrario della Ue

Sempre nel 2012, tredici ufficiali francesi vennero catturati ad Homs mentre stavano collaborando con i terroristi (fonte The Telegraph).

Ma non è tutto: secondo il giornale libanese al Sabat-News, Hezbollah, poco più di un mese fa, ha catturato alcuni "consiglieri" francesi in una zona controllata da Jabhat al Nusra. Più recente ancora è la segnalazione di forze speciali francesi in appoggio dei ribelli a Kobane e Manbej, nel nord della Siria. 

In definitiva, la crescita delle forze jihadiste in Siria è il risultato del sostegno operato da parte della Cia, della Francia e delle monarchie del Golfo.

Alla luce di questi fatti, è evidente che i leader politici francesi (ed anche italiani), aiutati dai media, aprono e chiudono i rubinetti dell'indignazione popolare solo per giustificare ulteriori limitazioni delle libertà individuali (sovrano è colui che decreta lo stato di emergenza, diceva Carl Schmitt), ma nello stesso tempo persistono nell'alimentare ulteriormente il problema. E' preoccupante, perché sembra che la politica della maggior parte dei paesi europei sia affetta da una sorta di sindrome dissociativa, una disunità, un'incapacità di correlare gli avvenimenti tra di loro. 

Questo comportamento è descritto perfettamente dalla guerra voluta da Sarkozy in Libia che nella sua genesi, o meglio nella sua giustificazione e per la sua natura di "proxy war", è la fotocopia del conflitto siriano. Come sappiamo, la Francia per distruggere e depredare si servirà del "Gruppo Combattente Islamico" (al Qaeda in Libia). Alcuni personaggi di spicco di questa compagine, come Abdelhakim Belhaj, li ritroveremo membri del Consiglio nazionale di transizione, l'organismo che per l'occidente sarà, a guerra finita, l'unico legittimo rappresentante del popolo libico: è così che dalla Libia al Qaeda dilagherà nei paesi confinanti e nel Sahel.

Le responsabilità descritte sono gravi, e visto che si cerca di tenerle volutamente nascoste si direbbe che se ne ha piena coscienza. Si direbbe che Hollande, come il suo predecessore, non consideri più la politica come perseguimento del fine collettivo del bene comune ma del Big Government che ha come scopo il perseguimento del massimo rendimento a qualunque prezzo.

La domanda è: cosa occorre che ancora accada prima che si capisca che è solo la moralità che non fa servi ("meglio eroi, santi e poveri" direbbe Péguy) e che per questo, lo stato la deve sempre preferire al massimo rendimento economico? 

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COMMENTI
19/07/2016 - Uomini di poca fede (claudia mazzola)

Quanta vita nasce dalla morte e quanto bene nasce dal male. Siamo in un periodo grande e favorevole per il nostro cuore.

 
19/07/2016 - Hollande (delfini paolo)

Non dimentichiamo nemmeno il fatto che la Francia a guida sarkozy, insieme a cameron, obama e soci, ha realizzato quel "capolavoro" che è stato l'abbattimento di Gheddafi, con tutte le conseguenti sciagure!