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ATTENTATO ISIS/ Dalla Germania: l'alternativa alla paura è una nuova domanda sulla vita

Un giovane afghano di 17 anni, Muhammad Riad, ha aggredito con un coltello ed un'ascia alcune persone su un treno in Baviera. L'Isis ha rivendicato. Dalla Germania, ROBERTO GRAZIOTTO

Muhammad Riad, autore del primo attentato dell'Is in Germania (LaPresse) Muhammad Riad, autore del primo attentato dell'Is in Germania (LaPresse)

Il politico tedesco iraniano, deputato del partito "Bündnis 90/ Die Grünen" (i verdi tedeschi) Omid Nouripour, ha scritto su Twitter ciò che presumibilmente pensano persone che hanno conosciuto giovani afghani, per lo più molto gentili e pieni di rispetto: "lavoro da anni con giovani afghani, che sono in Germania senza genitori. Come spiegare alle vittime di #Würzbürg che la maggioranza vuole solo pace. #amarezza".
La notizia a cui si riferisce Nouripour è ormai nota in tutto il mondo: un giovane afghano di 17 anni, Muhammad Riad, ha aggredito con un coltello ed un'ascia alcune persone su un treno bavarese e poi nel tragitto di fuga dal treno. Quattro di queste persone sono molto gravi. Testimoni hanno riferito che lo ha fatto gridando: "Allahu Akbar" (Dio è grande). La polizia — un reparto speciale presente casualmente sul luogo del crimine — lo ha poi ucciso, perché si sarebbe comportato in modo aggressivo anche nei loro confronti.
In uno speciale del telegiornale ("Brennpunkt"), Simone Barrientos, lavoratrice sociale che conosceva personalmente il giovane, il quale la salutava sempre in modo molto cordiale, ha posto una domanda che ha twittato anche una famosa politica verde, Renate Künast: non sarebbe stato possibile fermarlo senza ucciderlo? Questo avrebbe permesso anche di chiedergli i motivi della sua azione, ha motivato Barrientos. Il ministro degli Interni bavarese, Joachim Herrmann (Csu) ha difeso invece il lavoro della polizia, che ha messo fine a questo crimine prima che un ufficiale della polizia stesso venisse ammazzato.
Herrmann ha colto l'occasione di questo primo attacco dello stato islamico in Germania per riproporre la politica dura con cui la Csu nei mesi scorsi si è dissociata spesso dalla politica troppo permissiva della cancelliera Angela Merkel: anche senza voler generalizzare la colpa di una persona, che è soltanto uno delle migliaia di giovani presenti in Germania senza i loro genitori, rimane il fatto che il suo esempio fa vedere come sia pericolosa la situazione creatasi con l'entrata di così tanti profughi in Germania. Bisognerà dunque capire il fanatismo religioso di questi giovani per cercare di integrali nella società tedesca, ma aumentare allo stesso tempo le misure di sicurezza, fermare il flusso di profughi. Sarà necessario poi controllare e fermare con decisione quei gruppi fanatici, già presenti in Germania, che cercano di usare questo potenziale giovanile senza famiglia, o attirandoli nell'illecito (traffico di stupefacenti, etc.) o appunto arruolandoli per attacchi terroristici anche di piccola dimensione, ma che generano molta paura nella nostra società.
Il ministro per la famiglia e la gioventù, Manuela Schwesig (Spd) ha sottolineato in un'intervista ad Ard (primo canale tedesco) piuttosto la necessità di un'opera di integrazione e di educazione, anche perché moltissimi giovani spariscono dopo essersi integrati per un breve periodo in Germania. Schwesig si era espressa su twitter in modo meno politico e più simpatetico: "l'attacco a #Würzburg è scioccante. I miei pensieri vanno ai feriti, spero che siano in via di miglioramento".


COMMENTI
20/07/2016 - attacco sul treno (Maria Elena Petrazzini)

Milano, 20 luglio 2016. A me viene il dubbio che basti uno squilibrato che compie un atto di violenza nei confronti di altre persone ed ecco che l'Isis ne coglie l'occasione per rivendicare... Anni fa per le strade di Milano alle prime ore dell'alba un giovane fuori di testa aveva aggredito più persone, anche uccidendo qualcuno. A quel tempo non c'era l'Isis e - secondo me se già ci fosse stata - ecco che avrebbe rivendicato il fatto come frutto di un suo piano. Penso importante andarci piano con queste rivendicazioni a scopo di propaganda... ormai quella frase la conoscono tutti e non basta pronunciarla per far credere che ci si aggreghi alla violenza Isis... Grazie! Mariele