BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

GEO-POLITICA/ La distruzione dell'Europa che fa comodo a tanti

Tusk, Cameron e Tsipras (LaPresse)Tusk, Cameron e Tsipras (LaPresse)

Lo schema, poi, non è nuovo. Almeno, in America è ampiamente collaudato. Gli agenti federali reclutano un informatore, preferibilmente di origini mediorientali o nordafricane e con carichi penali pendenti, in modo da poterlo ricattare qualora non collaborasse. Lo infiltrano in una comunità islamica con l'incarico di fingersi membro di un'organizzazione terroristica e individuare soggetti disadattati e/o psicolabili ai quali proporre un attentato. Grazie al supporto logistico e finanziario prestato dall'FBI, l'infiltrato fornisce al suo pupillo denaro, armi ed esplosivi, gli suggerisce un piano e lo mette in condizione di realizzarlo, rimuovendo ogni eventuale ostacolo alla sua attuazione. Poi, subito prima che azioni il detonatore, l'FBI arresta l'attentatore in flagranza di reato e un tribunale federale lo condanna a decine di anni di carcere per tentato atto terroristico. E il budget per l'agenzia è salvo, nel caso sia soltanto la sopravvivenza del proprio posto di lavoro la priorità. Altrimenti, si destabilizza senza doversi sporcare le mani in prima persona. E il mondo, purtroppo, è pieno di mitomani e depressi che, se abilmente manipolati, sono in grado di fare cose che nessuno immaginerebbe. Anche a Nizza. 

E perché i governi creano crimini, di fatto, per risolvere crimini? Per mantenere viva la paura. Un popolo impaurito è più agevole da controllare e meno propenso a mettere in discussione gli atti di un governo percepito come unico presidio possibile contro la follia dei cattivi di turno. Semplice ma terribilmente funzionale. È andata così? In situazioni simili, nessuno ha la certezza in tasca. Sono mille le variabili che possono intervenire, mille i cambiamenti occorsi. Una cosa, però, non è discutibile: tutti gli atti di terrorismo accaduti in Francia hanno una matrice comune: falle dell'intelligence e stranezze a profusione. Può accadere una volta, due, ma quando ci si trova di fronte a un sistematico campionario di incongruenze, le domande diventano, oltre che legittime, anche doverose. Rendiamoci conto, poi, del contesto mondiale in cui vanno a inserirsi questi atti: di fatto, con l'arresto dei due piloti che avrebbero abbattuto il mig russo al confine siriano (finiti nella schiera dei golpisti), Erdogan ha confezionato il pacco dono che porterà ad agosto a Mosca nella sua visita a Vladimir Putin. 

L'alleato chiave degli Usa nell'area e il membro Nato ha scelto il "nemico", almeno ragionando secondo le categorie semplicistiche degli Stati Uniti: come la mettiamo, ora? Se la Turchia entra nella sfera di influenza di Mosca, come si porrà l'Unione europea? La Francia, subito dopo l'attacco a Nizza, ha detto di voler intensificare i bombardamenti contro Daesh in Iraq e Siria: lo farà davvero? O i nuovi equilibri in atto, lo sconsiglieranno. Qualcuno, poi, sembra voler tirare per la giacca anche Angela Merkel, visto che l'afghano 17enne che ha colpito con un'ascia i viaggiatori di un treno nel Sud del Paese l'altra notte, aveva in casa una bandiera dell'Isis fatta in casa e lo stesso Califfato ha benedetto la sua azione, definendolo un soldato. Anche in questo caso, ci vuole poco a riempire una testa instabile di precetti che glorificano un'esistenza vuota. Ma potrebbe anche essere il contrario, ovvero l'azione di una persona che realmente è convinta che uccidere infedeli sia un dovere: in un caso o nell'altro, la Cancelliera e la sua politica di porte aperte all'immigrazione salgono ogni giorno di più sul banco degli imputati. 


COMMENTI
20/07/2016 - la tempesta sulla UE (antonio petrina)

Bottarelli un consiglio ? Riporti le sue lucide analisi sull'economia e meno sulle analisi psicologiche da Sherlok Holmes sui conflitti in corso nelle ideologie infernali abbracciate da questi giovani .Un consiglio ? legga il testo di Bitani "L'ultimo lenzuolo bianco" ed Guaraldi.