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Esteri

GEO-POLITICA/ Perché la Francia distrugge le prove sulla strage di Nizza?

Francois Hollande (Lapresse)Francois Hollande (Lapresse)

L'altro arrestato su cui si concentrano le indagini è il franco-tunisino Mohamed Walid G., 40 anni, amico di lunga data di Bouhlel: nell'ultimo anno i tabulati registrano 1278 chiamate tra i due. Anche quest'uomo era presente sulla Promenade il 14 luglio, visto che nel suo cellulare è stato ritrovato un filmato del lungomare, mentre passeggia tra le vittime e i soccorritori ancora al lavoro. Inoltre, sembra ormai assodato che Bouhlel meditava al suo piano da tempo, forse addirittura da un anno visto che nel suo cellulare sono state ritrovate «foto rivelatrici», stando alla definizione del procuratore, come un articolo del 22 maggio 2015 sul Captagon, "pozione magica dei combattenti", una droga già usata da altri jihadisti. Ma un altro dettaglio rivela la lunga premeditazione: il 14 luglio 2015 Bouhlel fotografa sulla Promenade i fuochi d'artificio. E, nota il procuratore antiterrorismo, «fa diversi zoom sulla folla». 

Perché quella fretta nel voler archiviare tutto come il disegno estemporaneo di un pazzo o di un depresso? Perché negare la premeditazione e l'esistenza di un gruppo di supporto, altro che lupi solitari? E perché l'Europol, prima che il procuratore antiterrorismo dicesse le cose come stanno, ha parlato di «assenza di legami reali con l'Isis» e del fatto che «i lupi solitari in azione sono spesso dei malati di mente»? Forse perché abbiamo paura di dire che abbiamo la guerra in casa e che l'abbiamo fatta entrare noi? Direte voi, quanto sappiamo adesso è frutto del lavoro d'indagine, lo scorso weekend non si sapeva. Allora si tace o si resta sul generico, non si sposano tesi di comodo, soprattutto se si è uomini di Stato. Già, ma quale Stato, perché sempre di più sono convinto che in Francia ci siano due Stati in lotta tra loro, con l'estremismo islamico a fungere da utile idiota di una guerra più profonda. E pericolosa. 

E la conferma mi è arrivata ieri da Le Figaro, quindi una fonte autorevole e certamente non tacciabile di complottismo. Il municipio di Nizza ha ricevuto un'ingiunzione di sequestro dalla Procura di Parigi: deve cancellare "completamente" le 24 ore di immagini riprese da sei telecamere di sorveglianza (specificamente nominate e numerate) che hanno ripreso l'attentato del 14 luglio e anche «tutte le scene che dall'inizio dell'attentato hanno avuto luogo sulla Promenade des Anglais». Il quotidiano francese riporta poi una frase pronunciata da una fonte coperta da anonimato del Comune di Nizza: «È la prima volta che ci si chiede di distruggere delle prove. La città di Nizza e il centro di videosorveglianza potrebbero essere perseguiti se lo fanno. E, del resto, gli agenti responsabili del dispositivo non hanno la prerogativa di fare tali operazioni». La richiesta appare ancora più stupefacente, perché lo Sdat (Sotto-Direzione Antiterrorismo, la Digos francese) ha inviato da venerdì del personale allo scopo di recuperare tutte le immagini della videosorveglianza legata ai noti eventi.