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GEO-POLITICA/ Usa-Russia, i nuovi "indizi" di una guerra

Vladimir Putin (LaPresse) Vladimir Putin (LaPresse)

Una risposta, indiretta, anche all’attività Nato nel Baltico, al confine russo, dove le truppe sono state dislocate in grande stile, con battaglioni da 1000 uomini ciascuno: i tedeschi opereranno in Lituania, i britannici in Estonia, gli americani in Lettonia e i canadesi in Polonia. Il tutto, senza contare le febbrili attività sia nel Mar Nero che nel Mediterraneo, visto che una unità navale è attraccata, pronta a partire in piena operatività, al porto di Tangeri.

C’è qualcosa che lega quanto sta accadendo sullo scacchiere Usa-Russia a Monaco e Nizza? Certo, la necessità per i Paesi del Patto atlantico di spaventare i loro cittadini, di renderli docili verso qualsiasi scelta venga operata, sia lo stato di emergenza in Francia o le leggi speciali che potrebbero presto interessare la Germania, come ai tempi della lotta alla Raf: serve la paura, perché l’intero castello della narrativa sta crollando, la gente non percepisce Putin come un nemico e bisogna cambiare in fretta questa logica. E solo il terrore può consentirlo, il terrore di uscire di casa e non tornare, il terrore di andare a mangiare un hamburger da McDonald’s, il terrore di prendere la metro: a quel punto, ogni cosa sarà accettata purché lo Stato mi difenda da chi è percepito come cattivo.

Qualcuno vuole la guerra. Anzi, ne ha bisogno, perché ormai il sistema sta saltando e serve uno shock. Obama è troppo debole per farlo, ma se a novembre sarà Hillary Clinton a diventare inquilino della Casa Bianca, preparatevi al peggio. Non è un caso che Donald Trump abbia messo in dubbio l’utilità stessa della Nato per gli Usa, difeso Erdogan e Putin e arrivato a dire che, piuttosto che indebolire la lotta all’Isis, è meglio lasciare Assad al suo posto. Lo sa perché è meno stupido di quanto il mondo pensi e sa che il Deep State, i quadri intermedi del potere e le agenzie federali, oltre a media e corporations, hanno bisogno di guerra per mantenere in vita il disfunzionale sistema creato post-2008. E sono pronti a tutto.

Attenzione, però, perché anche Putin è pronto. 

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