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Esteri

GEO-POLITICA/ La destabilizzazione sospetta in Europa

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Giova ricordare che entrambi i paesi il prossimo anno andranno al voto e che i partiti di governo sono in forte sofferenza, con la destra che continua a crescere, sia il Front National che Alternative fur Deutschland. Qualcuno sta utilizzando stranieri con profili psicologici difficili per compiere un lavoro di destabilizzazione? Non mancano esempi in tal senso nella storia degli Stati occidentali e, converrete con me, di matti con pistole e machete ce ne sono un po' troppi nella cronaca odierna: avanti di questo passo, i servizi segreti incroceranno i dati con le farmacie per sventare gli attentati. Il caso del 18enne di Monaco di Baviera che ha perpetrato la strage al McDonald's e al centro commerciale è tipico: depresso, timido, vittime dei bulli per anni e con un odio in corpo che se incanalato nel modo giusto può sfociare in quanto accaduto. Un'arma letale che le anime belle vorrebbero ridurre a problema psichiatrico, quasi il terrorismo si potesse battere con il Prozac: no, il problema ce lo abbiamo in casa, da tempo e ora, solo ora, si manifesta in tutta la sua gravità. 

Evito la scontata contabilità dei continui sbarchi che quotidianamente interessano il nostro Paese, sapete da tempo che ritengo ciò che stiamo vivendo un'invasione preordinata al fine di destabilizzare la società italiana, già fiaccata da una crisi economica profondissima e di cui non si intravede la luce alla fine del tunnel. Però il problema resta: paesi come Francia, Germania, Belgio e Svezia hanno fatto entrare negli ultimi venti anni milioni di profughi in nome dell'integrazione e del multiculturalismo e ora pagano il conto ai ghetti che si sono creati, con il beneplacito dello Stato e degli intellettuali d'accatto che ne cantavano le sorti magnifiche e progressive. 

L'integrazione e il multiculturalismo hanno miseramente fallito, tocca prenderne atto, ma per farlo occorre anche sfatare alcuni tabù. Certa gente, va espulsa. Punto, rispedita al mittente senza troppe pastoie burocratiche o patemi d'animo buonisti. E le frontiere vanno rinforzate con controlli seri: solo venerdì gli austriaci hanno completato del tutto la struttura di controllo al confine del Brennero, di fatto sigillandola. I francesi, un po' per paura, un po' per ripicca verso gli inglesi, un po' perché di voglia di lavorare ne hanno poca, hanno trasformato il punto di frontiera di Calais in un inferno, con attese di cinque, sei ore per chi arrivava da Oltremanica. Noi abbiamo migliaia di chilometri di costa che non sono sigillabili come un confine terreno e, infatti, i clandestini (perché tali sono) cominciano ad arrivare dappertutto, non solo in Sicilia: nel fine settimana oltre mille persone sono infatti arrivate nei porti della Sardegna. Dio non volesse che nella sua operazione di riallineamento con Mosca, la Turchia volesse mandare un segnale all'Ue disonorando l'accordo sui profughi, perché in quel caso le frontiere con Grecia e Bulgaria esploderebbero in due giorni, trasformando i Balcani in una polveriera. 


COMMENTI
26/07/2016 - Destabilizzazione sospetta (ALBERTO DELLISANTI)

Quante possibili domande si pone quello spirito libero di Mauro Bottarelli. Da ringraziarlo