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Esteri

GEO-POLITICA/ La destabilizzazione sospetta in Europa

In Francia c'è già lo stato di emergenza, ricorda MAURO BOTTARELLI, tra non molto lo applicheranno anche Germania e Belgio: siamo al primo stadio dello stato di polizia

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«Il giorno dopo gli attentati, il Gabinetto del ministro dell'Interno ha inviato un commissario al Centro di sorveglianza urbana che mi ha messo in contatto con Place Beauvau (ministero dell'Interno, ndt). Ho quindi avuto a che fare con una persona frettolosa che mi ha chiesto un rapporto indicante i punti di presenza della Polizia municipale, le barriere, e che, nel dispositivo di sicurezza, si vede anche la Polizia di Stato in due punti. Gli ho risposto che avrei scritto solo quello che avevo visto. O che forse c'era la Polizia di Stato, ma non mi è apparsa nei video. Quella persona mi ha quindi chiesto di inviare per posta elettronica una versione modificabile del rapporto per "non ribattere tutto". Sono stata tormentata per un'ora, mi hanno ordinato di indicare delle posizioni specifiche della Polizia di Stato, che non avevo visto sullo schermo. A tal punto che ho dovuto rispedire fisicamente l'emissario del ministero dal Csu! Alla fine, ho inviato per email una versione Pdf non modificabile e una modificabile. Poi, qualche giorno dopo, la sottodirezione antiterrorismo mi ha chiesto di cancellare i nastri di sei videocamere menzionate nel mio rapporto, quelle relative alla strage. Ci hanno richiesto, in quanto necessario per l'indagine, di estrarre otto giorni di registrazione di 180 videocamere. E ora bisognerebbe cancellarne alcune per impedirne la diffusione al pubblico... Eppure, il Csu esiste da sei anni senza avere mai subito la benché minima fuga di immagini». 

Ciò che avete appena letto è lo sfogo di Sandra Bertin, agente della polizia municipale e segretaria generale del Sindacato autonomi della funzione pubblica territoriale (Safpt) di Nizza, intervistata da Le journal de dimanche. Per queste sue parole, il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, l'ha querelata, mentre il primo ministro Manuel Valls, intervistato da France 1, ha parlato di volontà di destabilizzazione del governo. I giudici ci diranno chi ha ragione, resta però un fatto: quale motivo avrebbe la Bertin di mentire? È forse una militante del Front National? Se anche lo fosse, giova ricordare tre cose. Primo, Hollande e il governo Valls sono al minimo storico di consenso. Secondo, ogni attentato rischia di rinforzare il supporto alla destra, non minarlo. Terzo, la Francia è in regime di stato di emergenza, quindi è difficile destabilizzare un governo che può fare il bello e il cattivo tempo, invocando la sicurezza nazionale. 

Viviamo in un mondo impazzito, questo mi pare sia chiaro a tutti, ma in questa follia c'è una lucidità incredibile, un filo che tiene insieme tutto. Come spiegare, altrimenti, quanto accaduto in Germania negli ultimi cinque giorni. Prima l'afghano/pakistano che assalta un treno e colpisce i passeggeri con un machete, poi la sparatoria al centro commerciale a Monaco di Baviera con le sue mille incongruenze, poi ancora il profugo siriano che uccide una donna incinta di fronte a un negozio di kebab vicino a Stoccarda e, infine, un altro profugo che si sarebbe fatto esplodere all'esterno di una sala da concerto ad Ansbach, in Baviera, uccidendo se stesso e ferendo altre 11 persone. In tre casi su quattro, i fatti sono accaduti in Baviera, patria del partito gemello della Cdu, ovvero la Csu e, guarda caso, il più duro oppositore interno alla politica migratoria di Angela Merkel. Di più, il ministro dell'Interno bavarese, Herrmann, domenica in un'intervista ha invocato l'utilizzo dell'esercito in caso di emergenze interne legate al terrorismo, nonostante la costituzione tedesca post-bellica lo vieti. Qualcuno vuole instaurare anche in Germania uno stato di emergenza come quello francese? 


COMMENTI
26/07/2016 - Destabilizzazione sospetta (ALBERTO DELLISANTI)

Quante possibili domande si pone quello spirito libero di Mauro Bottarelli. Da ringraziarlo